I musei condivideranno mostre e progetti Il via con Segantini Il Mag diventa grande. Entro l'estate il Museo Alto Garda da ente civico diverrà un vero e proprio museo del territorio, con un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico. Una sfida coraggiosa, in tempi di crisi come questi, dove le altre istituzioni culturali sono armate di bilancia e forbici per far tornare i conti dei loro bilanci. Ma non un tuffo nel vuoto, poiché il museo, guidato dal suo responsabile Gianni Pellegrini, si è attrezzato con un'importante e solida rete di sicurezza per affrontare l'impresa, composta da tutti gli altri musei trentini, a loro volta interessati ad avere una «testa di ponte» sul Garda per captare il flusso turistico. E lo ha fatto adottando una delle regole aure dell'economia in epoca di restrizioni: diversificare l'offerta. «Sono quattro le linee guida di questo progetto che è partito dalla Galleria di Arco e dal museo civico di Riva tre anni fa per arrivare fin qui ha spiegato ieri in un'affollata conferenza stampa Pellegrini Ora hanno aderito alla proposta anche Tenno e Nago Torbole. Il nuovo assetto ci consentirà di mettere in piedi il progetto culturale che si muove lungo quattro direttrici, tutte presenti nel Mag: archeologica, storica, artistica e contemporanea. Per il filone storico sarà siglato a breve un protocollo di intesa fra Comune di Riva, Provincia di Trento e comunità di valle per la realizzazione del portale della storia con il coinvolgimento della Fondazione Museo storico; un secondo progetto riguarda la Grande Guerra e su questo fronte verrà coinvolto il museo della guerra di Rovereto». Nel filone storico si inserisce una delle prossime mostre del Mag, Alois Beer. Panorami fotografici del Garda nelle collezioni del Kriegsarchiv di Vienna e nell'archivio fotografico del Mag (apertura il 14 aprile). Si tratta di circa 350 immagini inedite scattate dal fotografo Beer sul Garda a fine '800, vedute panoramiche e urbane che sembrano ricalcare le emozioni provate da Goethe nel suo viaggio. Il legame più forte e innovativo è però quello con il Mart di Cristiana Collu: «In questo ambito ha detto Pellegrini bisogna restare uniti ancora di più rispetto ad altri settori». Si parte subito con due mostre che riguardano Giovanni Segantini, arcense e apolide (come lui si definiva) artista di fine '800-inizio '900, entrambe in collaborazione con il Mart (inaugurazione il 23 marzo). Segantini. La memoria delle immagini ripercorrerà la storia delle riproduzioni fotografiche e fotomeccaniche delle opere di Segantini conservate al Mart, per capire come il messaggio del pittore venne veicolato al tempo, cosa e come si costruì la sua fortuna. Le collezioni. Giovanni Segantini vedrà l'esposizione nella galleria di Arco di tre opere dell'artista che appartengono all'istituzione roveretana: Vacca, Ortensie, Il campanaro e All'arcolaio. Il 9 giugno aprirà Claudio Olivieri. Il colore disvelato, una mostra dedicata a uno dei massimi rappresentanti della pittura analitica italiana. Una selezione di venti quadri, in parte provenienti dalle raccolte del Mart, sarà esposta a giugno nelle tre sale della pinacoteca di Riva. Il 23 giugno partirà infine alla galleria civica il Progetto sul contemporaneo. A cura di Veronica Caciolli, Denis Isaia e Federico Mazzonelli, prevede una serie di iniziative espositive di studio e di ricerca condotte da giovani di entrambi i musei, accomunate dal contesto, l'analisi del territorio. «Il Mag non sarà ha precisato Pellegrini un'estensione del Mart nell'Alto Garda ma avrà una sua proposta contemporanea che vuole dialogare con il museo roveretano». L'arte sarà protagonista anche in quel di Riva del Garda, con una valorizzazione della Pinacoteca. «Verranno qui promosse esposizioni, anche in collaborazione con il Buonconsiglio, di artisti che hanno un legame con la tradizione figurativa, a partire da quella del pittore seicentesco Pietro Ricchi». L'esposizione aprirà il 28 giugno e si concentrerà in particolare sul cantiere della chiesa Inviolata. L'importanza della collaborazione non è sfuggita agli altri direttori. Collu ha apprezzato la «capacità di fare rete e di cogliere potenzialità inespresse» del Mag, Michele Lanzinger (direttore del Museo di scienze) ha colto l'occasione per lanciare la proposta di laboratori didattici realizzati dagli esperti del museo nell'Alto Garda, evitando così ale classi il viaggio in città. La collaborazione con il Museo di scienze per ora si limita alle palafitte di Ledro, ma è facile immaginare che con l'arrivo del Muse le possibilità aumenteranno. Franco Marzatico, alla guida del Buonconsiglio, si è rivelato molto attento ai potenziali utenti che il bacino gardesano potrà riversare anche sul resto del territorio. «Il rapporto con il Mag ha detto ci potrebbe consentire di valorizzare Castel Stenico. In quest'ottica ci sono già contatti con le amministrazioni comunali e i responsabili dei castelli di Arco e Drena. L'obiettivo è quello di affiancarli, soprattutto nel secondo caso, in un percorso espositivo».
Trentino. Mart Mag
Il Museo Alto Garda, ente civico, diventerà un vero e proprio museo del territorio, con un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico. Il progetto è stato lanciato dalla Galleria di Arco e dal museo civico di Riva tre anni fa. Ora, anche Tenno e Nago Torbole hanno aderito alla proposta. Il progetto si muoverà lungo quattro direttrici: archeologica, storica, artistica e contemporanea. Il filone storico sarà siglato a breve un protocollo di intesa fra Comune di Riva, Provincia di Trento e comunità di valle per la realizzazione del portale della storia con il coinvolgimento della Fondazione Museo storico. Una delle prossime mostre del Mag sarà "Alois Beer.
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