Caro Conti, prevenire è meglio che curare e allora potremmo parlare del Concorso ippico a Villa Borghese un mese prima che avvengano le annuali devastazioni delle essenze arboree della storica villa, e prima che giungano alla sua redazione le puntuali lettere dei cittadini che lamentano l'impossibilità di usufruire della villa per almeno due mesi per un evento di tre giorni effettivi di gare. Come l'anno scorso non ci sarà il Carosello dei Carabinieri perché la Benemerita, nella sua componente ippica, è ben consapevole delle problematiche ambientali. Invece la Fise (Federazione italiana sport equestri) pensa ancora di ricavare visibilità trasformando un tradizionale evento sportivo in una fiera di paese contenuta in immondi gazebo. Questa associazione, non contenta di aver costretto il Comune a mantenere il manto di sabbia su tutta l'area di piazza di Siena per tutto l'anno 2013, con l' immarcescimento dei cespugli che contornano il piazzale (vecchi di 150 anni), si è presentata al tavolo di trattativa con la proposta di mettere in vaso i cespugli per poterli spostare in funzione delle strutture e di riposizionarli, sempre in vaso, fino al prossimo concorso. Non c'è bisogno di dire che sembra una battuta, purtroppo non lo è. Alessandro Ricci Caro lettore, chi ci segue sa che da anni questa Cronaca di Roma si batte perché il Concorso Ippico torni alle sue dimensioni originarie, con strutture leggere ed ecocompatibili. Il nobilissimo gesto di sensibilità dei Carabinieri dovrebbe essere preso come paradigma dal Campidoglio: invece l'abitudine di privatizzare gli spazi pubblici continua a massacrare Roma. La colpa ricade esclusivamente sulla classe politico-amministrativa. Non c'è altro da dire. Paolo Conti