Durante l'ultima campagna di scavo nel sito di Elaiussa Sebaste («Augusta» in greco), odierna Ayas, sulla costa della Cilicia (Turchia sudorientale), la missione archeologica dell'Università di Roma «La Sapienza», diretta da Eugenia Equini Schneider, ha svolto una serie di ricerche subacquee. Proprio nel mare di fronte al promontorio di Elaiussa sono stati localizzati dei manufatti in terracotta e altri materiali riferibili a due relitti navali. Il primo relitto è di una nave di età imperiale romana (II secolo d.C.) in arrivo nel porto settentrionale di Elaiussa con un carico in prevalenza di anfore iberiche e marmi. L'altro relitto, di età bizantina (VI-VII secolo d.C.), con materiali locali e di provenienza mista (dall'Egeo, dalla Palestina e dall'Africa), doveva appartenere a un'imbarcazione che seguiva rotte di cabotaggio, con scali in diversi porti del Mediterraneo. La città antica, estesa sul promontorio e su un'ampia fascia costiera, fu uno dei principali porti della regione, emerge dagli studi degli archeologici italiani, sviluppandosi sin dall'età augustea (fine I a.C.-I d.C.) e, soprattutto, dopo che nel 74 Vespasiano riorganizzò l'impero istituendo definitivamente la provincia di Cilicia. Mantenne poi il suo ruolo commerciale, nonostante le incursioni dei Sassanidi di Persia (con Shapur I nel 260), per tutto il tardo impero e la prima età bizantina, fino al VII secolo. Lo scalo di Elaiussa si trovava infatti all'incrocio fra le più importanti vie marittime e terrestri, in un punto di passaggio obbligato fra Siria, Palestina, Egitto e penisola anatolica. Il progetto di ricerca dell'Università di Roma «La Sapienza» ha come obiettivo lo studio del ricchissimo - e quasi completamente sconosciuto - patrimonio del sito, minacciato dall'abbandono e dalla speculazione edilizia. Il ritrovamento degli scienziati italiani è uno dei più importanti degli ultimi anni. Redazione online
Le navi dell'impero romano riaffiorano in Cilicia
Una missione archeologica dell'Università di Roma La Sapienza ha svolto ricerche subacquee nel sito di Elaiussa Sebaste (odierna Ayas) sulla costa della Cilicia (Turchia sudorientale). La missione ha localizzato due relitti navali: uno di età imperiale romana (II secolo d.C.) e l'altro di età bizantina (VI-VII secolo d.C.). Il primo relitto era una nave che arrivava nel porto settentrionale di Elaiussa con un carico di anfore iberiche e marmi. L'altro relitto era una nave che seguiva rotte di cabotaggio con scali in diversi porti del Mediterraneo.
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