Ultimatum del commissario. Il sindaco Renzi: «C'è da stringere la cinghia ancora un anno, poi torneremo in pari» FIRENZE La prima brutta notizia è che il tanto atteso "Don Carlo" di Verdi, a cura della premiata coppia Mehta (sul podio), Ronconi (in regia), fiore all'occhiello del Maggio 2013, sarà eseguito in forma di concerto. La seconda brutta notizia è che sempre nell'ambito del Maggio salta il "Written on skin" di Gorge Benjamin, una novità assoluta commissionata dal festival, coprodotta insieme a Aix en Provence, Amsterdam, Toulouse, Londra (e non è una bella figura a livello internazionale), sperando di poterla riprendere in una prossima stagione (se ci sarà una prossima stagione). La terza brutta notizia, certo la peggiore, è che la Fondazione del Maggio Musicale «vola diritta e spedita verso il muro della liquidazione se rapidamente, e in maniera strutturale, non una tantum, non si raddrizzano i conti». Se non siamo alla frutta poco ci manca. Anche perchè il tempo concesso dal commissario Francesco Bianchi, insediatosi il primo febbraio, dopo l'allontanamento della sovrintendente Francesca Colombo, è davvero poco: «Così stando le cose l'azienda alla fine di aprile chiuderà i battenti». Tutti a casa. L'annuncio è categorico. Impossibile per il momento prevedere sbocchi e soluzioni se non rimettersi di nuovo tutti insieme (azienda, sindacati, istituzioni) al tavolo delle trattative e concertare una possibile via d'uscita. Sullo sfondo ci sono i "casi" di Genova (ancora aperto) e Napoli (momentaneamente a buon fine) mentre all'orizzonte si profila per la prima volta in Italia la messa in liquidazione di una Fondazione lirica. Come dire Firenze fa "scuola" e crea il precedente. Il bilancio consuntivo 2012 ha chiuso con una perdita di tre milioni, che salgono a almeno 5 milioni e mezzo nel 2013, il debito consolidato (fra banche, fornitori, Inps, artisti) ammonta a 35 milioni, a fronte di un valore di produzione che supera appena i 30: «e un'azienda così in nessuna parte del mondo può reggere». I ripari individuati per il momento sono una serie di tagli alla programmazione («quella varata era da tempi di vacche grasse»), che dovrebbe far risparmiare oltre due milioni («ma se diminuisce la produttività non diminuiscono le alzate di sipario cosi da non compromettere il gettito del Fus, oltre 14 milioni») mentre tutta incerta e imprevedibile è la voce "spesa del personale" che annualmente incide per 24 milioni: «I sindacati sono stati informati ha detto Bianchi - che abbiamo disdettato il contratto integrativo, un reperto archeologico che così come è strutturato non ha più ragione d'essere e che costa 6 milioni, spesa che l'azienda non si può più permettere e dalla cui revisione dovremo trarre un risparmio di 4 milioni. Spero che le controparti siano così ragionevoli da sedersi subito al tavolo e di consentire una riduzione strutturale del costo del personale per mantenere al lavoro il numero più alto di persone possibile». Perché, per chi non l'avesse capito, «la liquidazione non è un'opzione del commissario, ma l'ovvia e scontata conclusione della vicenda se questa azienda non rimette subito i conti in pareggio». Del rischio che corre il Maggio sono stati informati tanto il ministro Ornaghi che il direttore spettacolo dal vivo del Mibac Salvatore Nastasi. Ed anche il sindaco e presidente della fondazione del Maggio, Matteo Renzi, che ieri ha commentato il piano a margine del consiglio comunale, è sembrato condividerne le linee guida, definendo il lavoro svolto finora dal commissario «molto serio». «Ora - ha detto Renzi - c'è da stringere la cinghia ancora per un anno, poi il Maggio tornerà in pareggio».
TOSCANA - Maggio Musicale, senza tagli ad aprile si chiude
Il Maggio Musicale di Firenze, una delle principali istituzioni liriche italiane, è in crisi. Il commissario Francesco Bianchi ha annunciato che l'azienda potrebbe chiudere i battenti entro aprile se non si raddrizza i conti. Il bilancio consuntivo 2012 ha chiuso con una perdita di 3 milioni, mentre il debito consolidato ammonta a 35 milioni. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha affermato che c'è da stringere la cinghia ancora per un anno, poi il Maggio tornerà in pareggio. Il commissario ha proposto tagli alla programmazione e una riduzione strutturale del costo del personale per risolvere la crisi.
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