Prosegue il ripascimento col materiale dragato davanti al porto SAN VINCENZO Prosegue il dragaggio della sabbia a bocca di porto per il ripascimento del litorale urbano. Tra il porto e il bagno Nettuno, al momento, si sta intervenendo sul pennello e dalla battigia, per vari metri, sulla diga, sarà realizzata una breve passeggiata. Diga che sta prendendo la forma a Y e che in precedenza era, invece, quasi rettilinea. Per quanto concerne lo stesso primo stralcio delle opere di protezione del litorale urbano, presso il fosso Renaione (tra i bagni Delfino e Mediterraneo) la spiaggia si è allungata, ed i massi si presentano sopraflutto solo per pochi metri (5-6 metri a fronte dei 17,50 metri previsti inizialmente). I lavori per le due parti del progetto sono stati affidati a Sales per un costo complessivo di 1.282.000 euro (di cui 409.650 per questo primo stralcio), e dovrebbero terminare tra poche settimane. Il secondo stralcio, si farà probabilmente nel 2014, e interesserà la parte di spiaggia e di mare prospiciente il fosso delle Prigioni. Intanto proseguono i giudizi contrastanti dei sanvincenzini, che seguono i lavori dalla terrazza di piazza Gramsci. C'è chi sostiene che la spiaggia e il mare, sia a livello visivo che ambientale, verranno rovinati, e c'è chi è convinto che aver sostituito i delicati e inadatti geotubi con massi naturali sia stata un'ottima scelta, tale da rimettere in salute le spiagge aggredite dall'erosione. Solo il tempo ci dirà chi ha ragione. Da parte sua, l'assessore all'ambiente e ai lavori pubblici Elisa Cecchini ci spiega cosa sta accadendo attualmente. «La sabbia dice l'assessore tra il Delfino e il Mediterraneo ora c'è. La spiaggia si è allungata, è avanzata la linea di costa, e pare che il progetto stia funzionando. Vicino al porto, in prossimità del pennello, verrà realizzato un camminamento di alcuni metri sopra la diga di massi. I massi sopraflutto prosegue Cecchini non sono diminuiti, come potrebbe apparire ad un primo sguardo, ma essendo avanzata la linea di costa, sono andati sottoflutto. D'altro canto, cerchiamo il minor impatto possibile, anche in attesa delle autorizzazioni della Soprintendenza e della Provincia».