L'iniziativa Nasce Databenc che mette insieme pubblico e privato: si parte con la Bilioteca dei Girolamini IL MINISTERO per la Ricerca ci mette 270 milioni di euro (nell'ambito del Pon Ricerca e competitività). La Regione Campania ne aggiunge 150. Portando l'investimento per i Distretti tecnologici varati dall'assessorato alla Ricerca scientifica a 420 milioni. Almeno 50 dei quali andranno a Databenc, il distretto tecnologico per i beni culturali presentato ieri nel corso di un convegno sul patrimonio culturale, negato spesso, degradato a volte, potenzialmente fonte di ricchezza sempre. Un patrimonio che solo dalla collaborazione tra settore pubblico e privato può trarre le risorse indispensabili alla conservazione da una parte ed alla valorizzazione e "comunicazione" dall'altra. Mettere insieme pubblico e privato è la scommessa di Databenc, che già aggrega più di 60 soggetti, 46 piccole e medie imprese, 4 grandi imprese, 9 centri di ricerca, 4 università. «Abbiamo mobilitato e aggregato forze imprenditoriali e settore della ricerca (ricerca scientifica insieme a quella umanistica, come raramente accade) per fare dei nostri beni culturali una risorsa strategica per lo sviluppo del territorio» spiega l'assessore regionale alla Ricerca scientifica Guido Trombetti. E se già sono in cantiere sistemi di rilievo aereo per la conoscenza del patrimonio archeologico o preistorico regionale (il villaggio di Nola), se i manufatti più o meno antichi verranno messi in sicurezza statica con materiali compatibili e reversibili, se sensori parlanti avviseranno sul loro stato di salute, se ci si impegna a catalogare e proteggere il patrimonio librario con sistemi informatici, tutto questo significa, con Databenc, dare opportunità di lavoro alle aziende impegnate in queste imprese e investire sui beni culturali. Prendiamo la Biblioteca dei Girolamini, per la quale si lavora, dentro il Distretto, alla digitalizzazione del suo patrimonio librario, ma anche alla costituzione di una scuola di alta formazione in paleografia, in codicologia, in restauro del libro antico. Una scuola che date le condizioni di ristrettezza economica dell'università non può nascere che dall'azione congiunta di Miur e Regione, dentro il Distretto, appunto. Distretto che già si sta occupando del restauro di una delle tele seicentesche del Complesso dei Girolamini, un restauro finanziato da Databenc. Ed altri ne seguiranno. «La vera sfida alla quale sono chiamate tutte le istituzioni coinvolte nel Databenc aggiunge Trombetti è fare dei beni culturali un settore economico capace di produrre posti di lavoro e accrescere la qualità della vita». Ma attenzione, ed è lo storico dell'arte Tomaso Montanari a sottolinearlo, «la cultura non può formare "clienti", bensì cittadini. I buoni cittadini di domani saranno quelli che si formeranno attraverso il nostro patrimonio culturale ». E non manca, Montanari, di ricordare la vicenda dei Girolamini e di sottolineare che anche oggi, a riflettori accesi, quel complesso è affidato al «lavoro troppo in solitudine di Umberto Bile». A riprova che non basta la professionalità o la volontà dei singoli per preservare il patrimonio e restituirlo al pubblico, quando negato. Ed ecco l'intervento pubblico, che fa dire al presidente della Regione, Stefano Caldoro: «La Campania investirà nei prossimi 4 anni 2.4 miliardi di euro in ricerca e innovazione. Il doppio della Puglia. E siamo secondi solo alla Lombardia, che ci supera grazie agli investimenti dei privati. Così siamo la prima regione in Italia per investimenti nel settore, con il Pil per la ricerca al di sopra della media nazionale».
CAMPANIA - Via al distretto tecnologico per rilanciare i beni culturali
Il Ministero per la Ricerca ha assegnato 270 milioni di euro al progetto Databenc, un distretto tecnologico per i beni culturali, insieme alla Regione Campania che aggiunge 150 milioni. Il progetto mette insieme pubblico e privato per valorizzare e comunicare il patrimonio culturale. Databenc già aggrega più di 60 soggetti, tra imprese e centri di ricerca. L'assessore regionale alla Ricerca scientifica Guido Trombetti spiega che il progetto vuole dare opportunità di lavoro alle aziende e investire sui beni culturali. La biblioteca dei Girolamini è già coinvolta nel progetto, con la digitalizzazione del suo patrimonio librario e la costituzione di una scuola di alta formazione in paleografia.
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