Ecco di seguito, divisi per tipologie, dieci casi esemplari di possibile riuso tratti dalle circa 600 segnalazioni inviate dai cittadini al WWF: AREE INDUSTRIALI Ex-area industriale di Saline Joniche (Reggio Calabria). Lo stabilimento dell'ex-Liquichimicaa è la classica 'cattedrale nel deserto': circa 40 anni fa fu inaugurato e chiuso dopo appena 48 ore. A completare lo scenario i piloni di cemento della vecchia linea ferroviaria e il porto insabbiato. Inoltre sull'area incombe la minaccia di una centrale a carbone. L'idea di riutilizzo suggerita nella segnalazione consiste nel creare un sito di forte pregio naturalistico, un vero e proprio osservatorio a cielo aperto di flora e fauna. Ex fornace Penna a Ragusa: collocata sulla costa, l'ex Fornace Penna costruita bruciò nel 1924 e da allora ha assunto le sembianze di un grande edificio abbandonato. Lo scorso settembre sono finalmente ripartite le pratiche per il recupero dell'area. L'idea di recupero consiste nel riqualificarla e di farne un Auditorium. Area ex Snia Viscosa di Terni: classico capannone industriale dismesso, l'ex Snia Viscosa, realizzata nel 1936 per produrre solfuro di carbonio da cui si ricavava la fibra sintetica rayon, cessò le sue attività nel 1961 e, dopo alterne vicende, è ora in stato di degrado. Secondo il Piano Regolatore Generale del Comune di Terni la struttura esistente (circa 20.000 mq. su una superficie di 85.000 mq) è un pezzo di storia industriale del territorio e ne viene previsto un riuso. Diverse le ipotesi di riutilizzo dell'area, tra cui quella che prevede una bonifica del sito (forse interessato da inquinamento locale dovuto ai materiali lavorati in passato) con un progetto che prevede funzioni commerciali, food, fitness,wellness, comunicazione, alberghiero ecc., e che risulterebbe anche compatibile con le previsioni di PRG. STRUTTURE SPORTIVE DISMESSE Sferisterio abbandonato di Napoli: teatro di incontri nazionali ed internazionali di pelota basca, di ping pong e di tamburello, lo sferisterio ha subito i primi danni durante il terremoto del 1980. Nel 2002 l'annuncio del recupero con un progetto prevedeva una ristrutturazione su tre piani con cinema, ludoteca e centro commerciale: ne nacque però una vertenza con la Soprintendenza che non permise il cambio di destinazione d'uso. Attualmente parte della struttura, nonostante le sue condizioni fatiscenti, è abitata abusivamente. L'idea di recupero segnalata al WWF consiste nel restituire la struttura alla sua vocazione originaria di centro sportivo. Ex Palazzetto dello sport di Napoli: Edificato nel quartiere di Fuorigrotta in occasione dei Giochi del Mediterraneo 1963, l'ex Palazzetto dello sport è stato teatro di importanti eventi sportivi come: gare di boxe, della Coppa delle Coppe di pallacanestro del 1970, della promozione della squadra di pallavolo Com Cavi in serie A1. Viste le diverse 'false partenze' di avvio dei lavori, che hanno poi demolito la struttura in gran parte, la proposta di riqualificazione consiste nell'abbattimento definitivo delle tribune, la bonifica del sito e la costruzione di un nuovo impianto sportivo che sostituisca il vecchio. FAR RIVIVERE IL CIMITERO Cimitero dei colerosi (San Giorgio a Cremano, Napoli): si tratta di un vecchio cimitero ormai chiuso con all'interno una grande area verde con alberi imponenti. Costruito nel 1836, il cimitero accoglie unicamente i deceduti per colera delle diverse epidemie avvenute nella zona durante il XIX secolo, tra cui il famoso fisico Macedonio Melloni, ideatore dell'Osservatorio Vesuviano. L'idea di riutilizzo consiste nel recuperare l'area salvaguardandone la valenza sia storica che quella ambientale, destinandola poi alla fruizione pubblica. FORTINO ABBANDONATO Fortino settecentesco di Vigliena di Napoli: Il Forte di Vigliena, risalente al 1702, è un edificio storico della città di Napoli, monumento nazionale, di cui rimangono oggi solo alcuni resti. L'area risulta chiusa e in totale stato di abbandono La proposta consiste nel recupero archeologico dell'area per renderla di nuovo accessibile. LA FERROVIA ABBANDONATA Ex rilevato ferroviario con stazione e area di demanio ferroviario a Udine: Già utilizzato in parte per altre infrastrutture, la proposta di riuso del restante tratto dell'ex rilevato ferroviario consiste in un sentiero ciclopedonale in terra battuta e un'area didattica dove oltre le peculiarità naturalistiche come boschi, siepi e prati stabili si potrebbero osservare massi di diversa origine geologica con tanto di cartelli illustrativi. Si creerebbe inoltre un collegamento con la limitrofa area verde delle vie Friuli e Santa Margherita del Gruagno, per formare un nuovo polmone verde in città. IL PORTO CHE NON C'E' Porto fluviale di Roma: è l'unico tratto di Lungotevere urbano non praticabile, perché in pessime condizioni e a fondo cieco; infatti un condominio mettendo un cancello - si è appropriato abusivamente di una parte di strada per farci un parcheggio. Inoltre uno dei due nuovi ponti pedonali costruiti negli ultimi anni è stato messo proprio lì, e non viene aperto perché non porterebbe da nessuna parte. L'idea di riutilizzo è di riqualificarlo come belvedere e passeggiata, curando accessi efficienti al nuovo ponte pedonale, che, se ben collegato, risulterà prezioso per gli spostamenti degli studenti della Università di Roma Tre (circa 40 mila). LA CASA DELLO STUDENTE DI MILANO Ex studentato universitario degli anni '60, attualmente in stato d'abbandono che può ospitare fino a 150 studenti. Data la vicinanza dello studentato al Politecnico di Milano, alla scuola di design e a Brera la proposta dell'associazione Tempo Riuso è di destinare gran parte dello stabile a studenti fuori sede. LA MASSERIA DIMENTICATA DI BARI La masseria "Caggiano" è considerata la regina delle case rurali della zona essendo tra l'altro la più grande di quante si affacciano sul Parco Naturale Regionale "Lama Balice". Il riutilizzo segnalato sarebbe quello di recuperare la struttura come punto di partenza per esperienze culturali, sensoriali, botaniche e naturalistiche, che potrebbero andare a patrimonio di progetti di educazione ambientale. OSPEDALE CON VISTA MARE Ospedale abbandonato sulla spiaggia del Poetto a Cagliari. L'ex ospedale sulla costa, a più piani, ha ispirato come proposta di recupero il progetto di un ristorante con terrazza al piano più alto, dove servire pesce pescato responsabilmente, carne di allevamenti con pascoli e animali allevati a terra e ovviamente ecosostenibile a impatto zero. Ai piani inferiori, invece, l'ipotesi di un Museo del Mare e della Navigazione per presentare gli animali che popolano il nostro mare attraverso video e fotografie (niente acquari!) e sensibilizzare i visitatori sul tema dell'inquinamento delle spiagge. Ex-Lazzaretto di Trapani. Attualmente, tranne che per il molo dato in gestione alla Lega Navale, è una struttura in stato di degrado con alcune parti dichiarate inagibili. Il suo recupero potrebbe dotare la città di un centro commerciale per artigiani dove insediare attività di giovani e donne in modo da aiutarli nell'avvio delle attività; restituire ai cittadini un luogo storico e simbolico; evitare che tale bene venga alienato a vantaggio di imprenditori privati. L'ECOMUSEO «INCOMPRESO» Ecomuseo in val d'Elsa Provincia di Siena. Già oggetto di un progetto di recupero, l'Ecomuseo, che si presenta come un immobile in un contesto naturalistico di grande pregio con un percorso visita per non vedenti, non è stato ancora mai aperto al pubblico. La proposta allegata alla segnalazione al WWF in questo caso consiste semplicemente nel terminare i lavori del Centro Visite, attivare i 2 sentieri per non vedenti e quello più lungo per vedenti.
La Stampa
11 Marzo 2013
I 14 casi esemplari per il riuso dell'Italia
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