VENEZIA Non c'è nessuna vera stima a suffragare i conti della giunta a proposito della vendita del Fontego dei Tedeschi a Benetton, ma solo ipotesi che hanno portato gli uffici tecnici a fissare in 6 milioni di euro il beneficio pubblico per Ca' Farsetti. Il futuro mega store vale molto di più: lo denunciano i consiglieri comunali del Gruppo Misto che sono sul piede di guerra per la votazione prevista domani, quando il Consiglio dovrà approvare il cambio di destinazione d'uso. I conti di Venezia sono in quattro pagine di spiegazioni e tabelle. «Si parla di valori ipotizzabili per la compensazione ma agli atti non c'è una stima firmata né un protocollo, né una data dice il capogruppo Renzo Scarpa . Le pagine sono solo siglate, è citato il nome di un responsabile in due pagine e nella terza compare il nome di un altro». E poi i conti a sentire il consigliere non tornerebbero ugualmente: «Il documento parla di una divisone del beneficio pubblico al 60 per cento a favore del Comune e al 40 per il privato, non il 50 e 50 di cui parla Orsoni». Ecco che inevitabile è stata la richiesta di una stima fatta da un soggetto terzo. Quella sul Fontego infatti è una vera e propria guerra sui numeri: secondo il Comune il plusvalore è di quasi undici milioni, di cui 6 andranno a Ca' Farsetti, secondo Cristiano Gasparetto di Italia Nostra ammonta a 19 milioni, contando anche gli standard. Una diversità di stima che nasce dal valore al metro quadro dell'immobile. Il Comune lo valuta 9 mila euro (una media tra gli 8 mila dell'Agenzia del Territorio e i 10 mila di Nomisma), Gasparetto 14 mila (la media tra il minimo e il massimo valore segnalato dall'Agenzia del Territorio, ovvero 8 mila e 20 mila). Sarebbero 120 i milioni del valore del Fontego secondo Italia Nostra, contando i 63 del cambio di destinazione d'uso. E poi ci sono gli standard, la contropartita che la città dovrebbe ricevere dalla vendita. Non si tratta solo di parcheggi, ma di servizi, spiega Gasparetto: «Benetton per legge dovrebbe dare oltre 7 mila metri quadrati di spazi, noi proponiamo di tenere piano terra e primo piano del Fontego per fare un asilo e un centro culturale». Non tornano i conti, e ai consiglieri non tornano nemmeno le procedure seguite dall'amministrazione nella gestione dell'accordo: secondo Gian Luigi Placella capogruppo del Movimento Cinquestelle «la convenzione firmata dal sindaco con Edizione Property a fine 2011 è impegnativa e vincolante, e non è nelle sue possibilità, al massimo poteva sottoscrivere un protocollo d'intesa, perché è solo il Consiglio che può autorizzare a costruire in deroga». Marta Locatelli del Pdl, parla di «atto nullo», non solo perché Orsoni non aveva il potere di farlo, ma anche perché «non c'è un'adeguata valutazione di quei 6 milioni». Tutti chiederanno al Comune una relazione tecnica per verificare se è stata seguita una procedura corretta.