La Reggia di Caserta ha messo il burqa, la facciata ingabbiata dal reticolo di transenne che poi saliranno fino al cornicione del sottotetto, il 5 ottobre scorso un pezzo di capitello se ne cadeva, addio congresso internazionale aerospaziale e arrivederci alla bellezza da cartolina che tornerà, se tutto va bene, nell'estate del 2015. Voci di Palazzo, nessuna dichiarazione ufficiale, semplice e chiara come quelle che vanno fatte agli ammalati ed ai congiunti che ne hanno a cuore le sorti. Sei mesi per conoscere un'ipotesi di guarigione dopo terapie di circa tre anni. Se tutto va bene. Un passo indietro di 260 anni. I Ponti della Valle, raccordo tra due colline per portare acqua al parco della Reggia, un insieme che è l'Acquedotto Carolino, tre ordini di arcate possenti, lunghezza 529 metri, altezza 56 metri, opera commissionata da Carlo di Borbone a Luigi Vanvitelli nel marzo 1753, nel maggio 1762 l'inaugurazione. Nove anni, una bazzecola. D'accordo, decideva un re, nessuna farragine di procedure di appalti, impresa costruttrice diretta da quel fior di architetto che era Vanvitelli, chiavi in mano ai sovrani (e a Caserta e al mondo delle meraviglie e all'Unesco secoli dopo) quasi dall'oggi al domani. Una bazzecola, ripetiamo, rispetto ai tempi di oggi. Tre anni per verificare la tenuta dei capitelli, una faccenda che su una piattaforma telescopica un buon capomastro risolverebbe dopo un paio di toc-toc, sono esagerati, enormemente esagerati se rapportati ai nove anni impiegati per la costruzione dei Ponti della Valle. Ma i tempi, il tour che devono fare le ''carte" da un ufficio all'altro, da Caserta a Roma, da sovrintendenza a ministero, passando per il lacrimatoio del «non ci sono soldi», questi sono. E dire che si straparla di semplificazioni burocratiche, di asserite managerialità ma tutte ancorate a normative che niente niente si rifanno a quelle borboniche. Che erano velocissime. La Reggia, mai una visita di controllo, nemmeno per quelle erbacce sui tetti da farci pascolare le capre, per le infiltrazioni di parietaria non estranee al crollo di un po' di schegge. Dal raffreddore alla polmonite il passo è stato breve. E per ripararsi la Reggia ha indossato il burqa.