Terrore alla Riviera di Chiaia. È crollata l'ala di un edificio, palazzo Guevara di Bovino, al civico 72, tra arco Mirelli e piazza della Repubblica, a due passi dal consolato americano. Uno schianto terribile, con attimi di vero terrore. Molti detriti sono finiti sulle auto in sosta e su un bus senza passeggeri diretto al deposito. Fortunatamente non ci sono né vittime né dispersi. INFILTRAZIONI - «A causare il crollo è una probabile infiltrazione d'acqua». È quanto dichiara il tenente Alfredo Marraffino della polizia municipale, responsabile dell'Unità operativa di Chiaia. Si sarebbe determinato una infiltrazione proveniente da una falda acquifera naturale, presente in zona. È questa l'ipotesi al momento più accreditata, formulata anche dai vigili del fuoco. L'acqua avrebbe creato un vuoto sotto l'ala del palazzo provocandone il cedimento (leggi l'articolo del geologo Caniparoli sul rischi odissesto idrogeologico dell'area). In sostanza si sarebbe creato un torrente sotterraneo di acqua e fango confluito in uno ampio scavo a circa 25 metri dal sottosuolo realizzato nel cantiere della metropolitana di piazza della Repubblica. È stato predisposto un sopralluogo nell'ampio scavo della metropolitana da parte dei tecnici. Poco prima del crollo c'è stato un intervento per tamponare una falla apertasi in una galleria, tuttora parzialmente allagata, e posta a 30 metri di profondità nel sottosuolo, poco distante dalla verticale del palazzo. Sono un centinaio le persone sgomberate ed è interessato, oltre a palazzo Guevara, anche quello adiacente. LA VORAGINE - Un grosso squarcio nel sottosuolo ai piedi del palazzo in parte crollato: è la voragine che si presenta agli occhi di soccorritori e curiosi dopo che sono state rimosse in gran parte le macerie. Intanto giungono ulteriori conferme sul fatto che l'allarme è stato dato dopo che i tecnici al lavoro nel cantiere della metropolitana hanno verificato il cattivo funzionamento di una cabina elettrica, con conseguenze di sospensione della corrente elettrica, causa di una perdita d'acqua nel sottosuolo. L'ALLARME DEL DIRIGENTE - Sarebbe stato un dirigente della società che ha in appalto i lavori di realizzazione della metropolitana della linea 6, in piazza della Repubblica, ad avvertire le persone presenti nel palazzo che stava per succedere qualcosa di grave. Erano da poco iniziati dei lavori all'interno di un invaso quando i tecnici ed il dirigenti si sono accorti che dalle pareti del vascone stava cominciando a tracimare acqua mista a sabbia e terra. Subito il dirigente è salito in superficie, entrato nel palazzo al civico 72 alla Riviera di Chiaia ed ha chiesto ai presenti di lasciare l'edificio. All'esterno ha anche citofonato per assicurarsi che ci non fosse più nessuno nello stabile quando si è verificato il crollo. La piscina sul terrazzo da Google maps (clicca e ingrandisci)La piscina sul terrazzo da Google maps (clicca e ingrandisci) PISCINA E SOPPALCHI - Sul terrazzo, proprio sopra la parte collassata, c'erano anche una piscina e diversi soppalchi. Nell'ala dell'immobile, spaventosamente sventrata, si trovavano uffici e case private. Sul posto sono accorse quattro squadre di vigili del fuoco e forze dell'ordine che all'inizio - quando si temevano dispersi - hanno scavato con abnegazione anche a mano. SINDACO FISCHIATO - La città è in tilt, bloccata una delle arterie principali del traffico di Napoli: per facilitare i soccorsi è stato riaperto il Lungomare (pedonalizzato da un anno), mentre sul posto si sono portati il sindaco Luigi de Magistris (oggetto di una piccola contestazione e di fischi da parte dei residenti: «Non ha mosso un dito, è un crollo annunciato») e il vicesindaco Tommaso Sodano. LUNGOMARE RIAPERTO - Ma è caos: per raggiungere Mergellina, gli automobilisti costretti a una vera gimkana tra sensi vietati e fioriere disposte per la Ztl proprio nell'area in cui dovrebbe nascere la «città della Vela» per l'America's Cup di aprile. DONNA SOTTO LA DOCCIA - Una delle inquiline dell'ala collassata, Carla Travierso, è salva per miracolo. Si trovava in bagno, sotto la doccia, mentre il salone cedeva. Ha trentasette anni, ora è in ospedale sotto choc. AUTO DEI VIGILI SCHIACCIATA - Sono vivi anche'essi per miracolo due agenti della polizia municipale usciti dall'auto di servizio poco prima che si verificasse il crollo del fabbricato alla Riviera di Chiaia, a Napoli. La vettura è stata schiacciata da alcuni massi caduti dall'edificio. COINVOLTO BUS - Un pullman dell'Anm, l'azienda napoletana mobilità, è stato coinvolto nel crollo. Il mezzo, secondo quanto si è appreso, non effettuava servizio passeggeri e non risultano feriti. L'autobus è stato spinto a mano dalle persone accorse sul posto verso via Piedigrotta. Nessuna conseguenza grave per l'autista dell'autobus che è stato soccorso dal 118 e, dopo i primi controlli, portato in un ospedale cittadino per ulteriori accertamenti. L'area della Riviera di Chiaia interessata al crollo (Pressphoto)L'area della Riviera di Chiaia interessata al crollo (Pressphoto) I TESTIMONI - «Ho visto il crollo, c'è stato poco tempo per scappare» racconta un residente. «Ero in strada e ho visto una decina di persone che scappavano - dice - Questa strada è sempre molto trafficata». «Uscite, uscite, ci hanno detto - afferma un altro dei superstiti che lavora come impiegato in uno degli uffici all'interno del palazzo - Ci hanno detto che stavano lavorando ad una cabina elettrica che era già crollata». «Ero nel palazzo quando è caduto» racconta Diego Fernandes è un commercialista che lavora al secondo piano dell'edificio crollato a Napoli. «Il palazzo ha cominciato a tremare e siamo usciti utilizzando le scale - dice - perchè non erano crollate». «I miei colleghi hanno pensato a un terremoto - afferma - È andata via l'elettricità, abbiamo sentito una forte puzza di gas e solo perchè non c'era corrente non si sono verificate esplosioni». «Se sono vivo è per un miracolo», aggiunge Vincenzo Senese che lavora come meccanico: l'officina è nell'area del crollo. «Se non sono sotto le macerie - racconta - è solo perchè sono stato chiamato da un cliente che aveva la macchina parcheggiata 50 metri più in là. Da lì ho assistito al crollo. Prima è venuta giù la parte di sopra e poi si è sbriciolato tutto il resto. Ho sentito un boato, come se fosse una bomba, e le urla disperate della gente». la protesta contro i cantieri (Pressphoto)la protesta contro i cantieri (Pressphoto) VERIFICA STATICITA' DA MESI - «Da quattro mesi, tutte le mattine, una squadra di tecnici della società che sta realizzando la metropolitana, effettua dei sopralluoghi di verifica della staticità nel palazzo», riferisce una delle persone che abita nell'edificio adiacente a quello dove è avvenuto il crollo. «La persiana della finestra che affaccia su via Chiaia, da tempo, ormai, non si chiude - dice ancora l'uomo - è incredibile quello che è successo». Redazione online
Corriere della Sera
4 Marzo 2013
NAPOLI - Napoli, crolla l'ala di palazzo Guevara.
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