Tutti d'accordo. Come era ampiamente previsto, per il consiglio comunale di Lipari si può dare il via alle tre varianti e alle dodici deroghe che consentono l'inizio dei lavori di costruzione o ampliamento di dodici strutture alberghiere nell'arcipelago delle Eolie, tutte finanziate con fondi del patto territoriale e compatibili con il piano paesistico e con gli strumenti urbanistici vigenti. Insomma, malgrado le violente polemiche che hanno scandito i vari tentativi di cementificazione, dell'arcipelago (patrimonio dell'Unesco), prima con una sorta di blitz della deputazione messinese all'Ars (che aveva fatto minacciare le dimissioni anche allo stesso assessore regionale dei Beni culturali Fabio Granata di An) e quindi con quest'ultimo atto che ha scavalcato tutti si comincerà davvero a costruire; già ieri, nell'arcipelago circolava voce che si avesse necessità di almeno 250 persone per la manodopera urgente. Le tre varianti approvate dal consiglio comunale riguardano la realizzazione a Lipari di un complesso residenziale turistico. Dell'ampliamento di un albergo a Vulcano e di una struttura turistico alberghiera ancora nell'isola maggiore. Tre delle dodici deroghe riguardano la «Conti Alberghi Turismo» che vuole ampliare un albergo a Lipari, realizzare un impianto di talassoterapia e ampliare a Vulcano un albergo esistente. Le altre riguardano la società «Corallo» (realizzazione di un albergo a Marina Lunga di Lipari), Edicisa (l'ampliamento di una struttura esistente sempre a Lipari), Filippino (ampliamento di un residence), l'hotel Oriente (l'ampliamento della struttura), Gennaro Leone (riorganizzazione di un complesso alberghiero ex novo a Marina Lunga), Residence Marina Corta (costruzione di una struttura ex novo), Loredana Paino (costruzione di un albergo sull'isola di Panarea), la Geoterme Vulcano (realizzazione di un'area di termotalassoterapia), la Sa.Ne. srl (la costruzione di un residence a Lipari). Tutti i progetti sarebbero in possesso dei pareri favorevoli degli Enti preposti ma gli ambientalisti minacciano di scendere sul piedi di guerra.