È quasi pronta la delibera «salva Galleria». Obiettivo, tutelare il complesso monumentale e garantire la presenza di varie attività merceologiche. Una delibera «omnicomprensiva». Per tutelare il complesso monumentale della Galleria Vittorio Emanuele, per evitare passaggi di proprietà inaspettati, per garantire la presenza di varie attività merceologiche (non solo moda). A questo progetto in tempi brevi, si parla della prossima settimana stanno lavorando gli uffici tecnici di Franco D'Alfonso, assessore al Commercio e al Demanio della giunta Pisapia. Obiettivo, salvaguardare il Salotto di Milano e pilotare l'assegnazione degli spazi in una porzione cittadina così prestigiosa. Regole e rigore in Galleria. Una intenzione condivisa non solo dalla giunta, ma anche dall'aula consiliare, soprattutto alla luce degli ultimi episodi che hanno suscitato perfino l'interesse della Corte dei Conti (in particolare le cessioni che hanno consentito l'ingresso in Galleria di Armani con un passaggio tra privati di 9 milioni e 250 mila euro). «Più Comune, meno Corte dei Conti» è il motto di Palazzo Marino. Anche se alcuni distinguo sono necessari: se è del tutto regolare l'arrivo del Prada «bis» al posto del vecchio McDonald's (contratto di affitto per i prossimi 18 anni), per il Prada «ter» la trattativa avviata dal colosso della moda con le librerie Feltrinelli è stata definita dal Demanio «in contrasto con le disposizioni di indirizzo in vigore».