Il giardino pensato dall'architetto Nio costa più del previsto e l'assessore Caverni lancia un appello alla Regione LA CASA DELL'ARTE Nel giardino potrebbero ritrovare posto la colonna spezzata e la mezzaluna di Staccioli ancora in fase di restauro PRATO Si comincia a vedere come sarà il nuovo Centro Pecci, ma per completare l'intera struttura museale mancano ancora un milione e 400mila euro, oltre ai 9 milioni e 130 mila già stanziati da Comune e Regione. In questi giorni c'è stato un ulteriore incontro fra i tecnici del Comune, il responsabile unico del procedimento Luca Piantini e il direttore dei lavori Massimo Lastrucci con il progettista Maurice Nio per definire le aree a verde intorno al museo, grazie ad un disegno redatto dallo stesso architetto olandese, molto particolare, ma che richiede un'ulteriore spesa di 650mila euro. In pratica l'attuale area a verde che circonda il Pecci sarà ampliata inglobando anche il parcheggio lungo la Declassata. Così ci spiega Nio: «In linea con l'idea del Centro Pecci quale recettore e diffusore dell'energia creativa della nuova città metropolitana, la collocazione delle opere esterne è pensata al centro di piccoli poli energetici disegnati con cerchi concentrici di varie essenze di arbusti e fiori». Insomma in parole molto più povere saranno aiuole circolari di 5 piante o fiori toscani, di varia ampiezza con al centro le installazioni presenti all'esterno del museo, compresa la famosa colonna spezzata dei Poirer, trasferita solo provvisoriamente in viale Montegrappa o la mezzaluna di Staccioli, ridotta ad uno scheletro appoggiato ad un muro, in attesa di un completo restauro. Fra le installazioni esterne anche un'opera di Nio dedicata a Valdemaro Beccaglia, il presidente a cui si deve il raddoppio del museo. Nel progetto definitivo altre importanti novità: non ci sarà più l'attuale passerella che dal viale della Repubblica porta all'ingresso al primo piano delle sale espositive, così come verrà demolito il passaggio sospeso fra la biblioteca del Cid con gli uffici e il museo. Nel primo caso la passerella diventerà un altro pezzo di giardino, stavolta pensile, sistemato come lo skyline di New york, mentre la scomparsa del secondo consentirà il taglio ombelicale del nuovo museo con gli spazi del palazzo prospiciente, destinati ad accogliere l'assessorato all'urbanistica del Comune, ora occupati dalla biblioteca e dagli uffici del museo. Ma ora torniamo al resto dei soldi mancanti, ovvero i 650mila euro necessari per la sistemazione della copertura e della bonifica delle parti in ferro del vecchio edificio museale, visto che non si può inaugurare il raddoppio con il "vecchio" in condizioni a dir poco vergognose. Ma come trovare questo milone e 400mila euro? «Devo verificare le priorità nel bilancio 2013, ma ho abbastanza fiducia poiché riguarda un investimento e non la spesa corrente» spiega l'assessore al patrimonio e ai lavori pubblici Roberto Caverni, che al contempo lancia un invito alla Regione, affinchè, oltre al contributo annuo erogato per la gestione, possa trovare fondi per il completamento dell'unico museo regionale di arte contemporanea. Visto che i soldi scarseggiano, viene da chiedersi se quel mezzo milione che il Comune vuole spendere per il Monumento al vento di Karavan sulla Calvana non possa essere utilizzato per il Museo Pecci. Riccardo Tempestini