Il monumento preda dei vandali e dell'incuria, Italia Nostra sollecita interventi e sponsorizzazioni RIO MARINA La "cappella Tonietti" in pieno abbandono. Preda dei vandali e dell'incuria. Ora si tenta la strada della sponsorizzazione da parte di privati per salvare questo e altri monumenti storici-architettonici più significativi dell'Elba? La proposta la lancia Maria Gisella Catuogno, socia di "Italia Nostra", sezione dell'Elba e Giglio. «Non è forse vero dice l'ambientalista elbana che Diego Della Valle voleva adottare il Colosseo? Gli imprenditori elbani potrebbero adottare le nostre piccole-grandi glorie e averne un ritorno economico, oltre che la fama di mecenatismo. Attraverso il salvataggio di un'opera artistica, approderebbero al duplice obiettivo di farsi pubblicità e di essere operatori culturali del territorio in cui lavorano?». Non è la prima volta, in un recente passato, che Italia Nostra lancia l'Sos per tentare di salvare i monumenti più importanti che giacciono in un estremo degrado sull'Isola. Ha iniziato con il castello del Volterra per poi passare al castello del Giove. Ora è la volta della Cappella Tonietti a Cavo. «E' stata la stessa famiglia Tonietti, concessionaria delle miniere elbane dice ancora Maria Gisella Catuogno a volere una cappella monumentale. Che poi non conserva nessun rappresentante di famiglia. A idearla fu chiamato l'architetto fiorentino Adolfo Coppedé, tramite Pilade Del Buono, amico dell'architetto e socio di Ugo Ubaldo Tonietti, figlio di Giuseppe, il capostipite della dinastia imprenditoriale riese». La scelta del sito non fu casuale, su un promontorio da cui si domina il canale di Piombino ed è ben visibile a chi si dirige all'Elba.