I cantieri e le transenne DALLE Due Torri al portico dello Stadio, crolli e cedimenti delle ultime settimane fanno aprire in Comune la discussione sul bilancio con l'emergenza monumenti. «Martedì affronteremo la questione in giunta - dice l'assessore ai lavori pubblici Riccardo Malagoli - ma una cosa è certa: il bilancio non potrà contenere tutte le esigenze di riqualificazione che ci sono in città». Intanto, anche la soprintendenza lancia l'allarme: «Non si riesce a fare neanche la minima manutenzione, c'è stato un calo progressivo dei fondi, oggi siamo ai minimi storici». I bilanci comunali non sono gli unici in questi anni ad aver subito tagli. «Noi stessi avevamo circa 6 milioni di euro a disposizione, con cui intervenivamo sui beni architettonici della regione, più i soldi che derivavano dal gioco del Lotto, dai 2 ai 4 milioni - spiega l'architetto Carla Di Francesco, soprintendente regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna -. Adesso i fondi del Lotto ammontano a 100 mila euro e da 6 milioni siamo passati a uno. Praticamente riusciamo a fare la manutenzione delle nostre sedi e nulla più. Ci dividiamo i compiti tra diverse istituzioni, mettiamo i soldi insieme, ma siamo arrivati al punto che nessuno, Comune, Fondazioni, ministero, ha più niente». Così non resta che rassegnarsi a monumenti "rattoppati", Due Torri in primis. È stata messa una rete per proteggere le arenarie della rocchetta, dopo il crollo della scorsa settimana, ma adesso per l'intervento di consolidamento bisognerà aspettare di conteggiare i fondi in bilancio. Stessa cosa per lo stemma di Palazzo d'Accursio in arenaria che, tutto "incerottato", aspetta che si trovino i soldi. Il portico dello Stadio, invece, è destinato a restare transennato per parecchio tempo: «Abbiamo stanziato 100 mila euro per la messa in sicurezza hanno spiegato Malagoli e Fabio Andreon, direttore dei lavori pubblici del Comune - ma la ristrutturazione è un intervento molto oneroso». Agli interventi urgenti si sommano quelli "annosi": la chiesa dell'Osservanza è transennata da un anno, i religiosi dicono messa nel convento, il fragile portico dei Servi è tuttora puntellato. Senza contare i disastri provocati dal terremoto, che ancora devono essere riparati. Tra i monumenti più colpiti il cimitero monumentale della Certosa, trasformato in un vero slalom tra ponteggi. «Grazie a un mutuo abbiamo ottenuto i 2 milioni di euro che servono per rimettere in sesto Palazzo Baciocchi, Baraccano, Archiginnasio e Museo Archeologico spiega l'assessore ai lavori pubblici -, a presto partiranno bandi e appalti. Per il resto dobbiamo riferirci al programma triennale per i lavori pubblici approvato in novembre». Ma il bilancio opprime: il programma deve ancora essere approvato in consiglio comunale e senza "copertura" resta lettera morta. Nel documento è previsto ad esempio il «restauro della facciata dell'Arena del Sole », ma i fondi indicati sono privati e questo significa che «siamo alla ricerca di uno sponsor», spiega Andreon. Per il Cassero di Porta Saragozza, alla voce «conservazione e restauro del patrimonio storico monumentale», sono previsti 150 mila euro. «È un contributo ministeriale, soldi che se non vengono spesi si perdono continua il direttore dei lavori pubblici - ma noi dovremmo metterci l'altra metà, e non so se la troveremo». Partiti invece i lavori per la manutenzione della Sala Urbana di Palazzo d'Accursio e per il Teatro San Leonardo. Però in questo modo, di crollo in crollo, di urgenza in urgenza, la manutenzione, vitale per il sistema dei monumenti, scivola in fondo alla lista delle priorità. «La perdita dell'abitudine alla manutenzione fa sì che i materiali comincino a deteriorarsi, quelli di questi giorni sono segnali preoccupanti - spiega Di Francesco -, fino a dieci anni fa si faceva manutenzione delle arenarie e delle argille, dei mattoni e delle coperture, dei tetti e delle volte. Oggi non si fa più per mancanza di fondi e i problemi cominciano a diventare frequenti. Del resto ormai anche noi abbiamo un bilancio ridicolo, se questa tendenza si conferma la situazione è destinata a un degrado inarrestabile. Tra dieci anni il patrimonio culturale sarà al collasso». A stento, mentre anche le banche e le fondazioni bancarie stringono i cordoni della borsa, i grandi monumenti se la cavano. Collette, gare di solidarietà, sponsorizzazioni, eventi di raccolta fondi. Ma tutto il patrimonio «ritenuto a torto di minor importanza » resta senza un euro. «Ci sono molti edifici importanti di proprietà del Comune che versano in situazioni non semplici conferma la soprintendente -, del resto i nostri uffici sono ancora impegnati con l'emergenza terremoto». Gli edifici più antichi della città alla prova del sisma hanno retto, ma forse non supereranno quella dell'austerity e dei tagli al bilancio.
BOLOGNA - L'allarme di giunta e soprintendenza. Incuria e tagli ai fondi così il patrimonio artistico rischia di andare in pezzi
Il Comune di Bologna si trova ad affrontare una serie di problemi legati alla manutenzione dei monumenti e dei siti storici della città, a causa di un bilancio limitato. L'assessore ai lavori pubblici Riccardo Malagoli ha affermato che il bilancio non potrà contenere tutte le esigenze di riqualificazione, e che il Comune deve riferirsi al programma triennale per i lavori pubblici approvato in novembre. Tuttavia, il bilancio opprime e il programma deve ancora essere approvato in consiglio comunale. I monumenti più colpiti sono quelli che hanno subito crolli e cedimenti, come le Due Torri e il portico dello Stadio, che sono stati messi in sicurezza con fondi limitati.
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