Nel 2012 calo di pubblico anche al Colosseo. Visite in calo, la crisi colpisce i monumenti La crisi riduce i consumatori di cultura anche nella Capitale e ne fa le spese perfino il Colosseo: i visitatori all'Anfiteatro Flavio durante il 2012 sono scesi di oltre il tre per cento rispetto all'anno precedente. I dati generali e quelli su ogni singolo monumento emergono dalle elaborazioni dell'ufficio statistica del ministero per i Beni e le Attività Culturali che, come ogni anno, raccoglie per ogni sito archeologico il numero delle presenze e gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti. In tutto il Lazio, nei dodici mesi dell'anno passato, ci sono stati complessivamente 16.978.319 visitatori, dei quali solo 6.434.834 paganti. La diminuzione complessiva è del 3,1 per cento. L'incasso totale è stato di 50,718 milioni. Nella Top 30 nazionale, la classifica dei siti più visitati in Italia, il Colosseo con 5.201.268 presenze, mantiene ben saldo il primato rispetto agli Scavi di Pompei, che sono al secondo posto. Ma mentre l'area ai piedi del Vesuvio raccoglie quasi lo stesso numero di visitatori dell'anno precedente, per l'Anfiteatro Flavio, come detto, c'è una riduzione del 3,66 per cento negli accessi. Ciò nonostante gli incassi sono giunti a quota 37,420 milioni (più 3,1), quasi il doppio di Pompei. L'aumento sarebbe dovuto alla riduzione dei biglietti omaggio. Al secondo posto tra i monumenti più visitati di Roma c'è Castel San-t'Angelo (quinto in graduatoria nazionale): qui la diminuzione delle presenze è stata ancora più consistente. Nel 2012 si è staccato l'8,3 dei biglietti in meno (905.787) anche se gli introiti sono saliti del 19,1 (3,944 milioni). Analogo trend pure per la Galleria Borghese che lo scorso anno è scesa sotto quota mezzo milione come numero di accessi (meno 2,3) facendo registrare 2,826 milioni di euro di introiti. Debacle sia sul fronte economico che di presenze per altri due siti romani che figurano nelle posizioni più alte della graduatoria nazionale: il circuito Terme di Caracalla-Tomba di Cecilia Metella-Villa dei Quintili e quello del museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Crypta Balbi). Entrambi i siti perdono qualche decina di migliaia di euro di incasso e qualche migliaio di biglietti strappati. Fa impressione il numero di accessi registrato al Pantheon: l'anno scorso sono stati 6.438.400. La Rotonda è visitabile gratuitamente ma da poco più di un anno le autorità hanno installato nei portoni lettori a fotocellule che registrano i passaggi. Che sia la premessa per mettere a reddito il monumento? Che il turismo sia romanocentrico, ovvero graviti sulle bellezze artistiche e archeologiche della Capitale, è noto. I la cosa diventa spesso un elemento di rivalsa da parte delle località della provincia che hanno destinazioni culturali di eccellenza. Ma con il 2012 il divario di attenzione e frequentazione sembra essersi ulteriormente acuito. Stando alle statistiche, Tivoli è la località più colpita dal trend: la romantica Villa d'Este, infatti, perde il 14,25 di ospiti (meno 37,1 di incassi che si attestano su 1,516 milioni) e l'austera Villa Adriana il 2,67 (meno 43,33 di entrate scendendo a quota 499 mila euro). Le perle tiburtine hanno pagato le criticità più volte lamentate dagli operatori locali: i problemi di viabilità e l'assenza di un biglietto unico. Meno pesante l'effetto patito dagli scavi di Ostia Antica, almeno sotto il profilo delle presenze. Il numero dei visitatori è lievemente cresciuto (più 0,3) raggiungendo quota 294.505 mentre si sono ridotti del 3,9 gli introiti.
ROMA - Visitatori giù, la crisi dei monumenti
Il Colosseo ha registrato un calo di pubblico nel 2012, con 3,1% meno visitatori rispetto all'anno precedente. La crisi ha colpito anche altri monumenti romani, come Castel Sant'Angelo e la Galleria Borghese, che hanno registrato diminuzioni di presenze e introiti. Altri siti, come il Pantheon, hanno registrato un aumento di visitatori, ma il trend generale è quello di una diminuzione della frequenza dei turisti. La località di Tivoli, con le sue ville romane, è stata colpita duramente dal calo di pubblico, con una perdita di 14,25% di visitatori e 37,1% di introiti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo