La chiesa di San Girolamo alla Certosa ritrova un altro tassello dell'antico splendore. Ai restauri già eseguiti nelle cappelle laterali, si aggiunge ora il lavoro di ripristino della Cappella Maggiore, prezioso esempio di barocco bolognese con il suo ciclo di affreschi di Bartolomeo Cesi. L'intervento affidato allo Studio Nonfarmale in collaborazione con le soprintendenze per i Beni Architettonici e per i Beni storici di Bologna, è finanziato dalla direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna (120.000 euro) e dalla Fondazione del Monte (90.000). Un lavoro complesso data la presenza di diversi materiali. «Il ciclo di Cesi ha un valore unico dice Armanda Pellicciari, direttore dei lavori così come gli stucchi che li incorniciano, attribuibili al plasticatore napoletano Nobile, presenza importante perché denota il legame della Certosa bolognese con altre italiane ed europee». Oltre agli affreschi e agli stucchi, il restauro comprenderà anche i basamenti delle colonne; i lavori dovrebbero terminare entro l'estate: «Posso dirmi soddisfatto per il traguardo ambizioso raggiunto ha affermato padre Mario Micucci, rettore della chiesa , ora mi piacerebbe poter restaurare anche il Sancta Sanctorum, un vero gioiellino situato dietro la Cappella Maggiore», lavoro per cui necessiterebbero altri 23.000 euro e che padre Micucci si augura di trovare presto: «molto ancora andrebbe fatto ha aggiunto : fra le priorità il coro ligneo intarsiato risalente al 1539». Per contribuire, il sabato dalle 9.3o alle 10.45 è possibile fare una visita guidata agli affreschi, salendo sui ponteggi (10 euro con prenotazione scrivendo a mario.micuccilibero.it). In tempi difficili come questi, in cui le risorse da destinare ai beni culturali sono sempre meno, si fa quanto mai ne-co al problema, tale da evidenziare reali urgenze e che coinvolga autorità ecclesiali, istituzioni pubbliche e privati; un punto questo, sottolineato sia dal presidente della Fondazione, Marco Cammelli che dal direttore per i Beni Culturali, Carla Di Francesco. Per monsignor Gabriele Lavina, provicario generale della diocesi bolognese, il lavoro nella chiesa di San Girolamo, è un buon esempio di restauri necessari anche in altri luoghi di culto: «Santo Stefano, San Petronio, San Pietro, e i portici di San Luca: sono tutte emergenze; le diverse amministrazioni hanno fatto progetti mai realizzati, ho di recente saputo che in Irlanda è stata restaurata una chiesa con fondi europei che la Sicilia non ha chiesto e che sono stati canalizzati lì; mi chiedo perché in Italia non venga avviato un percorso del genere».