Ha ragione Vittorio Silvestrini, ideatore e presidente di Città della Scienza: il rogo ha distrutto le mura, ha distrutto anche memorie preziose e insostituibili, ma non ha distrutto il sogno, non ha disperso le energie, non ha intaccato la volontà. L'eco emotiva che ha suscitato nella città e nel mondo la vista delle fiamme è stata il segnale tangibile di che cosa significa Città della Scienza per ognuno di noi. Ciò che abbiamo (provvisoriamente) perso è un pezzo della nostra identità. Improvvisamente ci sentiamo più fragili. Non riusciamo a scacciare la sensazione insistente che una parte della nostra personalità collettiva è venuta meno, lasciandoci più esposti. Il fatto è che i simboli contano molto. Sia nella storia degli uomini adulti che nell'immaginario di tanti bambini che hanno giocato con la scienza nelle sale del museo. Per fortuna Città della Scienza è una struttura molto più complessa, molto più reticolare, molto più resistente delle mura che sono andate in fumo. Il museo è una parte importante, ma solo una parte. Vi sono tante altre attività e tanti altri progetti che continuano a vivere, ed è da questi che sarà opportuno partire per dare continuità al sogno di Vittorio Silvestrini. Alcuni progetti localizzati nell'area di Città della Scienza sono gestiti temporaneamente dalla società regionale Campania Innovazione, di cui sono presidente. Ritengo, insieme al consiglio di amministrazione e al direttore generale, che questi progetti debbano essere funzionali ad accelerare il rilancio di Città della Scienza. Il primo progetto è Corporea, il museo del corpo umano, localizzato nell'area verso terra di Città della Scienza, di fronte ai capannoni bruciati. La costruzione è in uno stato molto avanzato. L'edificio potrebbe essere pronto entro un anno. Poi, in tempi ragionevoli, potrebbe essere completato l'allestimento. Quindi in pochissimo tempo potrebbe essere pronto il primo nucleo museale della nuova Città della Scienza. Ovviamente è fondamentale che la mobilitazione delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e bancario rimanga costante in questo periodo, lavorando in modo sinergico per affrontare tempestivamente tutti i problemi tecnici, economici e amministrativi che sono quotidiani in opere di tal genere. Ma, come dicevo, Città della Scienza non è solo il museo. Non è solo divulgazione scientifica. È anche innovazione. Pochi cittadini sanno che nell'area di Città della Scienza è localizzato un incubatore di imprese innovative, anch'esso gestito temporaneamente da Campania Innovazione. L'incubatore è un luogo estremamente vitale, dove sono localizzate circa venti imprese con circa 200 occupati altamente qualificati. Lavorano in settori estremamente innovativi, con collegamenti molto produttivi col mondo della ricerca e con una forte proiezione internazionale. Anche l'incubatore sarà utile per dare continuità e vigore al progetto di Città della Scienza. Questa attività, già in fase di potenziamento, sarà una componente permanente e strutturata della rete dell'innovazione che stiamo costruendo. Insomma ha ragione Vittorio. Hanno distrutto solo delle mura. Città della Scienza è ancora in corsa. Tocca a tutti noi che amiamo Città della Scienza saper tradurre la nostra emozione in progetti e azioni concrete. E, dalle telefonate e messaggi che ho ascoltato in questi giorni, sono sicuro che presto la città saprà dimostrare al mondo che è in grado di rimarginare questa brutta ferita.
MA NON TUTTO SI È PERDUTO RESTA VIVA L'INNOVAZIONE
Vittorio Silvestrini, ideatore e presidente di Città della Scienza, ha espresso la sua opinione sul rogo delle mura della città. Ha affermato che il rogo non ha distrutto il sogno, la volontà e le energie della città. Ha anche sottolineato che il museo e le attività della città sono più complessi e resistenti delle mura distrutte. Silvestrini ha menzionato il progetto Corporea, il museo del corpo umano, che è in costruzione e potrebbe essere pronto entro un anno. Ha anche parlato dell'incubatore di imprese innovative, che è un luogo vitale per la crescita delle imprese e la ricerca.
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