Settis: "Ho visto qui il meglio e il peggio" «HO LETTO che Città della Scienza è stata costruita in difformità dai piani edilizi. Nel dolore per quello che è accaduto, non dobbiamo dimenticare che va considerata l'intera area di Bagnoli, per la quale non si è ancora trovata una soluzione». Salvatore Settis è reduce da un giro per monumenti in città. IL COMPLESSO bruciato a Coroglio richiede una nuova riflessione secondo l'archeologo e storico dell'arte che ha diretto la Normale di Pisa: «Una soluzione organica che ricucia un po' il paesaggio. È brutto che sia un incendio probabilmente doloso a innescare questi discorsi, ma guarderei all'intera area di Bagnoli come a un caso di deindustrializzazione in cui tener conto dell'ambiente e della salute dei cittadini». Un incendio come solo al Petruzzelli di Bari. I beni culturali della città sono abbandonati a se stessi? «Abbiamo trascurato la cultura della manutenzione, quella che Giovanni Urbani, direttore negli anni Settanta dell'Istituto centrale del Restauro, chiamava "conservazione programmata". Vorrei fare un confronto sul nostro corpo: non aspettiamo di essere malati gravi per prendere farmaci, e così sul corpo del patrimonio bisognerebbe fare manutenzione continua e non aspettare i crolli. È criminale il taglio dei fondi per i beni culturali fatto nel 2008, i crolli sono a Pompei come alla Domus Aurea di Roma». Ma dove reperire i finanziamenti? «Secondo la dichiarazione del presidente della Corte dei conti, l'Italia è il terzo paese per evasione fiscale dopo Messico e Turchia. Nell'anno del governo tecnico gli italiani hanno evaso 154 miliardi. Pensiamoci, prima di dire che non ci sono risorse». Però si va a rilento anche con interventi europei, a Pompei. «Credo che la responsabilità della gestione di quei fondi sia del ministro Barca, uno dei migliori di questo governo. Il ministro dei Beni culturali Ornaghi invece non ha mostrato molto interesse nel mestiere che fa». Lei ha fatto visita ai Girolamini dopo lo scandalo della biblioteca rubata, la sua diagnosi? «Nello sfascio generale dei beni culturali, Napoli è un caso estremo, dove la densità del patrimonio è più forte e dove tuttavia la quantità di beni culturali inaccessibili è più grande. Ieri volevo vedere San Giovanni Maggiore, riaperta dopo decenni, ma era chiusa. D'altra parte però c'è speranza: il complesso dei Girolamini è stato affidato a un funzionario della soprintendenza, Umberto Bile, che sta facendo un lavoro eccezionale, senza fondi. Da Napoli viene il peggio e il meglio: nello stesso isolato dov'era il consigliere del ministro rivelatosi un ladro, lavorano persone capaci di enorme dedizione». È ipotizzabile a Napoli il sostegno dei privati? «I finanziamenti pubblici sono necessari, bisogna tornare a quelli forti, ma detto ciò ci si può industriare. Ercolano con il progetto Packard è un caso molto virtuoso: un finanziatore non italiano che ha detto di aver avuto tutto nella vita fuorché il piacere di nascere in Italia. Non dobbiamo aspettare a braccia conserte che vengano a farci l'elemosina. Comune e Regione dovrebbero far funzionare meglio l'immaginazione per rimediare. Ai Girolamini ho visto due quadri di San Cosma e Damiano restaurati da un farmacista. Un uso civilissimo francese e americano che andrebbe rilanciato proprio a Napoli. Un modo per rialzare la testa».
L'anatema di Settis "Patrimonio culturale senza manutenzione" - L'archeologo: "I soldi necessari si possono recuperare dall'evasione fiscale"
Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, esprime la sua delusione per lo stato dei beni culturali in Italia, in particolare a Napoli. Egli sostiene che l'area di Bagnoli è un caso di deindustrializzazione e che la mancanza di fondi per la manutenzione dei beni culturali è criminale. Settis critica il taglio dei fondi per i beni culturali nel 2008 e il fatto che l'Italia sia il terzo paese per evasione fiscale. Egli propone di aumentare i fondi per i beni culturali e di utilizzare anche finanziamenti privati. Settis esprime anche la sua speranza per il futuro, citando il progetto Packard a Ercolano come un esempio virtuoso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo