Non si indaga solo sulla camorra. A 48 ore dall'incendio di Città della Scienza il pool di investigatori che si occupa del caso esamina varie possibilità, tutte preoccupanti. La premessa necessaria è che non c'è ancora alcun indizio, dunque si tratta di ipotesi al momento astratte. Una è quella dell'eversione: il gesto di qualcuno che vuole far salire la tensione, in un momento particolarmente difficile per Napoli e per il resto del Paese. È il motivo per il quale sull'attentato (perché ormai non c'è dubbio che di questo si tratti) indaga anche la Digos, il cui capo, Filippo Bonfiglio, ha partecipato al vertice che si è tenuto ieri pomeriggio in Procura. Diverse le circostanze che inducono gli inquirenti a valutare questa possibilità: notizie confidenziali ricevute nei mesi scorsi, l'analisi della situazione sociopolitica in cui versa oggi l'Italia, la precisione con cui il fuoco è stato appiccato, certamente da professionisti: i vigili del fuoco hanno impiegato sei minuti per arrivare dalla Mostra d'Oltremare, eppure il fronte del fuoco era già lungo cento metri. C'è poi una singolare coincidenza: chi ha appiccato il fuoco a Bagnoli sapeva bene che, nello stesso momento, decine di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco erano impegnati alla Riviera di Chiaia per il crollo del palazzo, avvenuto poche ore prima. Dunque, l'incendio avrebbe creato problemi ancora maggiori e avrebbe avuto un'eco ancora più forte. Questa ipotesi spiegherebbe forse anche perché il sindaco, Luigi de Magistris, ha commentato a caldo «Siamo sotto attacco»: da ex pm c'è da credere che abbia mantenuto buone fonti. La pista della camorra resta solida, tant'è che il caso è affidato al pm Michele Del Prete, che per la Dda segue le attività dei clan camorristici di Fuorigrotta e Bagnoli. Racket, ritorsione, interesse a ricostruire e ad aggiudicarsi gli appalti: il movente potrebbe essere anche questo. Come ha spiegato il procuratore, Giovanni Colangelo, la decisione di affidare il fascicolo alla Dda è strategica: ci si prepara ad affrontare l'ipotesi più grave per non rimanere spiazzati, ma se emergesse che i clan non hanno nulla a che vedere con questa storia si potrebbe sempre rimodulare le scelte. Un'altra pista che si sta battendo, per non lasciarne inesplorata alcuna, porta verso l'interno di Città della Scienza e della Fondazione Idis. Che non navigava in buone acque e non riusciva a pagare gli stipendi da undici mesi, mentre ora, se i buoni propositi di tante autorevoli personalità saranno rispettati, si dovrebbe ricostruire in tempi brevi la struttura distrutta e molto denaro dovrebbe essere in arrivo. Nel frattempo, tutta la contabilità è andata distrutta nell'incendio. Mere ipotesi di lavoro, ovviamente, che i magistrati sono obbligati a formulare per non tralasciare alcun elemento. Solo quando saranno pronti i risultati delle analisi scientifiche si disporrà di qualche elemento in più per comprendere che cosa sia davvero avvenuto. Il procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina le indagini assieme al sostituto Michele Del Prete, è soddisfatto del primo risultato che si è riusciti a ottenere: il laboratorio della polizia scientifica di Roma fornirà i dati sui campioni prelevati entro una settimana, mentre in genere è necessario molto più tempo. Del resto, nelle ore successive all'incendio, gli uomini del gabinetto regionale di polizia scientifica, sotto la direzione del vicequestore Fabiola Mancone, hanno fatto un lavoro massacrante per prelevare campioni di materiale prima che la pioggia lavasse via ogni eventuale traccia di liquido infiammabile. Mentre si attendono i risultati, ci si sofferma ad analizzare alcune circostanze che appaiono strane. Per esempio: come mai solo due telefonate sono arrivate ai vigili del fuoco per segnalare un incendio così imponente? E come mai gli addetti alla vigilanza non hanno notato nessuno né sentito nulla? Chi ha appiccato il fuoco lo ha fatto mostrando di conoscere perfettamente il luogo e le abitudini di quanti frequentavano la struttura: alle 21 si è concluso il laboratorio di teatro con l'uscita dei ragazzi, alle 21.16 è arrivata la prima segnalazione ai vigili.