Catania. «Siamo fermamente convinti che è importante salvaguardare tutti i parchi archeologici siciliani, simbolo del nostro patrimonio culturale. E quando diciamo tutti intendiamo tutti i 26 parchi di Sicilia, compreso quello di Pantelleria». A dirlo, a nome di tutti i colleghi deputati regionali della Commissione Cultura, è l'on. Marcello Greco che ne è presidente. L'audizione con il dirigente generale dei Beni culturali Sergio Gelardi, prevista per ieri, è saltata. Si sarebbe dovuto fare il punto della situazione sulla vicenda e, in particolare, sulla contestata soppressione di tutti i parchi archeologici del Catanese, caso unico tra tutte le Province siciliane. Il presidente della Commissione cultura all'Ars è a conoscenza del contrasto che contrappone il dirigente centrale a quelli periferici, cioè ai funzionari che dirigono i quattro parchi archeologici: quello greco-romano di Catania, quello delle Aci, quello del Calatino e quello del Simeto. «Sappiamo pure che la sovrintendente di Catania, che ha avallato la cancellazione dei parchi, ha preso questa decisione senza ascoltare il parere dei quattro dirigenti e neppure quello della responsabile dell'Unità operativa archeologica, ma con i contrasti non si può andare avanti». Se il nodo formalmente non è stato ancora sciolto, nella sostanza l'on. Greco afferma che i parchi archeologici, a partire dal quelli del Catanese, sono salvi e non verranno cancellati. In questa direzione vanno le discussioni informali con il presidente della Regione Crocetta «che vuole azzerare tutto il mondo, ma questo credo proprio di no, perché i parchi servono per il rilancio della Sicilia e devono essere utilizzati al meglio a questo scopo. Ne abbiamo già discusso». Questo significa che il regolamento sull'articolazione dei «servizi» dell'assessorato Beni Culturali, dove erano elencati tutti i parchi archeologici, compresi quelli del Catanese, va letto, così come vuole la logica, come una conferma degli stessi. «Condividiamo il regolamento - sottolinea l'on. Greco - anche se il Governo non avrebbe dovuto scavalcare la commissione Cultura dalla quale non è passato». Ci si chiede a questo punto quali siano le reali motivazioni che hanno spinto il dirigente generale a cancellare alcuni parchi e a rimodularne altri e, soprattutto, perché ha deciso l'eliminazione totale di tutti quelli del Catanese. «E' probile - sostiene il presidente Greco - che il dirigente centrale volesse azzerare quelli periferici non avendo valutato positivamente la loro gestione. Ma non abbiamo le carte e, dunque, modo di farci un'idea della loro capacità di operare. Proprio per questo abbiamo previsto di indire, entro il mese prossimo, un'audizione con il dottor Gelardi e con i quattro dirigenti dei parchi del Catanese in modo da poterci fare un nostro convincimento in contraddittorio». Ieri, intanto, in commissione Cultura, è intervenuto l'on. Nello Musumeci, su cui richiesta era stata convocata l'audizione. Questi ha stigmatizzato «l'assenza ingiustificata del dirigente generale» e ha segnalato che «l'eliminazione delle attuali strutture sarebbe un bel regalo della Regione agli speculatori privati, ma anche un pericoloso passo indietro rispetto ad un percorso che deve coniugare la tutela del nostro patrimonio archeologico con la sua promozione in chiave turistica». E ha concluso. «Serve una concreta azione di rilancio da parte del governo regionale, piuttosto che parlare di soppressione». Infine, l'assessore alla Cultura Zichichi, presente ai lavori, ha assicurato che sarà fatto «di tutto affinché vengano date risposte certe in tempi brevi». P. L. 07032013