Sabato a Pontremoli l'analisi con polemiche della struttura che dovrebbe nascere sull'Appennino PONTREMOLI La questione della possibile realizzazione di un parco eolico sui crinale dell'Appennino pontremolese continua a creare dibattito e contestazioni. Sabato prossimo, alle ore 10, in sala consiliare si svolgerà un convegno sul tema "La montagna dell'Appennino un patrimonio da tutelare e valorizzare" in cui verrà discussa e certo criticata l'ipotesi di creare l'eolico. Tante le associazioni coinvolte: La Luna sul monte, Farfalle in cammino, Lipu, Italia Nostra, il Gruppo Ametista per l'ambiente Borgo val di Taro, il Cai sezione Spezia, Pontremoli e Parma, Rete della Resistenza sui Crinali, il Comitato interregionale per la salvaguardia Appennino tosco-emiliano-ligure, Legambiente Valtermina, EcoValtaro Forum, Rete ambiente Parma, Mountain Wilderness e Associazione civiltà lunigianese. E se tante sono le organizzazioni che hanno allestito l'iniziativa, ancora di più sono i temi del convegno divisi in 24 punti per un dibattito che si svilupperà nell'arco dell'intera giornata. Si parte con il geologo Giovanni Gabriele del consiglio direttivo di Italia Nostra che si interroga «Vogliamo fare un parco eolico in un crinale geologicamente instabile e franoso?». A seguire la dottoressa Sabatina Benelli parlerà del "Groppo del Vescovo-Gravagna e Monte Borgognone-Passo del Cirone: due aree di alto valore ambientale, quali riserve di naturalità". Subito dopo interverrà Almo Farina, orofessore di ecologia all'università di Urbino che parlerà del "Rapporto tra paesaggi culturali e paesani sonori". Intervento di un rappresentante della Lega italiana protezione uccelli (Lipu) di Parma. L'architetto Luca Nespolo relazionerà su "La via maestra da Pontremoli al passo del Cirone: segni storici del paesaggi". A seguire interverrà Luciano Preti, docente dell'Accademia di belle arti Firenze "Fra arte, storia e natura: io voglio vivere così". "Il paesaggio dal punto di vista psicologico" sarà il tema dell'intervento del dott. Antoine Fratini, vice presidente Associazione psicoanalisti europei; chiuderà la prima parte degli interventi la professoressa Annalisa Calcagno Maniglio della Facoltà di architettura di Genova che parlerà di "Energie rinnovabili: paesaggio, sostenibilità e costi ambientali". Dopo la pausa pranzo, alle 14,30 l'intervento di Mariarita Signorini del direttivo di Italia Nostra che parlerà di "Toscana, multinazionali e beni comuni". A seguire Alberto Cupini, della Rete della resistenza sui crinali, parlerà de "L'eolico industriale su tutto l'Appennino carne paradigma di un si sterna politico impazzito". "La V.i.a. del vento: dalla tecnografia ad una proposta di valutazione partecipati va" è il tema dell'intervento di Alessandro Mengozzi, geografo dell'università di Bologna. A seguire il medico Giuseppe Miserotti parlerà di "Eolico e salute" e subito dopo verrà illustrata la testimonianza di due agricoltori che vivono nei pressi di un impianto eolico Alessandro Lucibello Piani (Pisa) e Piero Romanelli (Bologna). E nel dibattito si è inserita, ovviamente, anche la politica locale. Francesco Mazzoni, consigliere comunale pontremolese del Pd manifesta la sua contrarietà al progetto e sottolinea come il dibattito che si è aperto «deve diventare l'occasione non soltanto per dire no a una scelta sbagliata, ma per capire in che modo vogliamo valorizzare il nostro Appennino. Ho espresso da subito la mia contrarietà su quel progetto. Credo però che non ci si debba limitare a questo. Non possiamo fermarci a un semplice "No al progetto di parco eolico Cisa-Cirone". Non possiamo fondare una battaglia sul pregiudizio o su vecchie impostazioni ideologiche. Dobbiamo dire no a quelle pale perché siamo convinti che il patrimonio paesaggistico e culturale della Lunigiana rappresenti la nostra risorsa più preziosa. Diciamo no perché il progetto presentato non é conciliabile con la vocazione turistica della nostra terra. Dobbiamo però porci un interrogativo: davvero in Lunigiana stiamo portando avanti, con intelligenza e con efficacia, questo modello di crescita? Davvero stiamo favorendo lo sviluppo della vocazione turistica del nostro territorio?». (r.s.)