OGGI LE INAUGURAZIONI. La riapertura dell'edificio simbolo della Brixia romana coincide con le rassegne del moderno. Un nuovo percorso museale per il tempio romano che ha visto un accurato restauro delle tre celle dedicate alle divinità Giove, Giunone e Minerva Brescia. Brescia scommette sull'arte. Lo fa con la proposta di tre eventi di eccezione che animeranno la città da oggi fino al 30 giugno. All'Auditorium di Santa Giulia, alle 10.30, si inaugura la riapertura dell'area archeologica del Capitolium e al Museo di Santa Giulia aprirà, alle 17, «Novecento mai visto», il progetto culturale che vede due importanti mostre mettere a confronto una celebre collezione d'arte contemporanea europea, quella della Fondazione Daimler Mercedes, per il percorso «From Albers to Warhol to (now)» con il meglio dei maestri del XX secolo nelle collezioni pubbliche e private di contemporanei della città, per «Da De Chirico a Cattelan e oltre». Da una parte i bresciani, e si spera anche molti turisti, potranno riappropriarsi di un sito che l'Unesco, per il suo valore storico e culturale, ha inserito nel Patrimonio dell'umanità, dall'altra la città potrà riannodare i fili con l'arte contemporanea, che, in questi anni, è stata la grande assente nelle esposizioni ospitate in Santa Giulia. ARCHIVIATA la stagione delle mostre acquistate «chiavi in mano» da Linea d'Ombra di Marco Goldin e quella, dai risvolti anche giudiziari, delle mostre di Artematica, si riparte con un metodo nuovo e questa volta il progetto è stato realizzato con una professionalità tutta locale che vede in campo i Civici Musei, Brescia Musei, Bresciatourism, la Fondazione Asm. Ed anche i cataloghi, finalmente, sono stati affidati ad un nostro editore, la Grafo. Lavoro bresciano, dunque, che è garanzia di qualità e un modo saggio per guardare avanti. Soprattutto in tempi di crisi. Dunque dopo una chiusura, che dura da alcuni anni, riapre il Capitolium. Da domani e per alcuni mesi sarà infatti possibile ammirare in una nuova suggestiva sistemazione le tre celle del tempio nel nuovo allestimento museale che ha inteso valorizzarne le parti originarie dell'edificio e restituire loro un aspetto più vicino alla funzione di luogo di culto della triade capitolina, formata da Giove, Giunone e Minerva. Le vicende del recupero del Capitolium hanno inizio nel XIX secolo. In principio ci fu il capitello di una colonna di pietra bianca che emergeva in un'ortaglia, ai piedi del Cidneo. Lì, nel 1822, cominciò una campagna di scavi, finanziata dall'Ateneo su istanza della Congregazione Municipale, e progressivamente, sotto l'attenta guida di Luigi Basiletti e Rodolfo Vantini, vennero alla luce i resti dell'antico tempio Capitolino; nel 1826, ci fu la scoperta, tanto entusiasmante quanto inattesa, del deposito di grandi bronzi romani: tra due muri del tempio venne ritrovata la Vittoria alata, subito assunta a simbolo della città, e, con essa, 6 teste in bronzo dorato, frammenti di statue e, decorazioni di gruppi equestri. L'architetto Vantini provvide alla sistemazione delle tre celle del tempio, entro le quali, nel 1830, furono sistemate tutte le epigrafi romane rinvenute nella città e nelle Provincia e fu istituito il Museo Patrio, primo nucleo del sistema museale bresciano. Da allora, le ricerche nell'area del Capitolium hanno continuato a riservare sorprese e, in definitiva, non si è più smesso di scavare. I più recenti interventi di scavo e restauro nell'area sono stati eseguiti tra il 2009 e il 2011 grazie ad finanziamento straordinario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell'ambito di un progetto organico di recupero dell'area, che fa parte del sito riconosciuto dall'Unesco. Il progetto, avviato nel 1998 dopo il trasferimento dei materiali del Museo Romano nel complesso monumentale di Santa Giulia, ha come obiettivo finale il recupero complessivo del sito archeologico che comprende anche il santuario di età repubblicana, sottostante il tempio di Vespasiano, e il teatro. ORA IL CAPITOLIUM viene restituito alla città nel nuovo percorso museale ideato da Francesca Morandini, curatore per l' archeologia dei Civici Musei, in team con l'architetto Paola Faroni, responsabile per l'edilizia monumentale del Comune di Brescia, e con Filli Rossi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Numerose le novità: dai nuovi portali in bronzo posti a protezione delle celle, alla passerella a protezione dei pavimenti, all' installazione multimediale, realizzata da Studio Azzurro grazie ad un finanziamento di Fondazione Asm, che, attraverso una narrazione di voci, suoni e immagini accoglierà i visitatori per accompagnarli in un viaggio nel tempo alla scoperta delle funzioni antiche del tempio. Si passerà poi alla cella centrale, dedicata a Giove, dove è ancora visibile il podio della grande statua di culto, che doveva essere alta quasi 5 metri, e dove sono stati collocati tre altari di pietra di Botticino, scolpiti a rilievo, e prezioso vasellame utilizzato nel rituale dai sacerdoti. Nell'aula occidentale sono state invece poste tre sculture raffiguranti divinità, presenti in origine nel tempio. Al nuovo Capitolium si accederà dalle 10 alle 17 (dal martedì a domenica, fino al 15 marzo) e dalle 10 alle 18 (dal 16 marzo al 30 giugno), la visita, che dura circa 50 minuti, si farà a gruppi all'inizio di ogni ora; il biglietto d'ingresso costa 5 euro (intero) e 4 (ridotto), gratuito con il biglietto del Museo di Santa Giulia (intero 10 euro, ridotto 7,5).