MERCOLEDÌ, 06 MARZO 2013 LA REPUBBLICA - Roma La soprintendente Barbera presenta le iniziative per il bimillenario della morte di Ottaviano "Lavori e nuove aperture ma c'è bisogno di più personale" Con al fianco la moglie Livia, il 19 agosto del 14 dopo Cristo Augusto si spegneva a Nola. Dopo 40 anni di una lunga pax conquistata però con il ferro: la "nuova era" cantata da Virgilio e Orazio. Roma oggi ha messo in moto la macchina organizzativa per ricordare i 2000 anni dalla morte del primo imperatore. Celebrazioni, mostre e restauri. Ma facendo i conti con una crisi economica che morde i bilanci. Ne è cosciente Mariarosaria Barbera che da un anno esatto guida la soprintendenza più grande d'Italia. E anche la più ricca grazie agli introiti del Colosseo: capace di incassare 25 milioni l'anno e di distribuire nella città 5,4 miliardi di indotto. Per una volta, però, non parliamo dell'Anfiteatro Flavio, centro dell'attenzione e degli appetiti di molti. «Gliene sono davvero grata» dice l'archeologa. «L'occasione del 2014 ci permette di spostare il focus sul Palatino dove Ottaviano, ancora prima di essere nominato Augusto dal Senato, nel 27 a.C., lasciò programmaticamente il suo segno ». Accanto alla capanna del mitico Romolo, il vincitore della battaglia di Azio (31 a.C.) pose infatti le basi per quella domus privata che, collegata al nuovo tempio di Apollo, nel corso dei secoli trasformerà il colle nel palazzo degli imperatori. «Stiamo per dare il via a una serie di interventi di restauro e di valorizzazione delle dimore di Augusto e di Livia attraverso un piano di gestione di tutta l'area dei Fori», aggiunge Barbera. «Dobbiamo aiutare il turista a orientarsi meglio tra i percorsi storico-artistici. Innanzitutto, aprendo al pubblico in maniera continuativa le case dell'imperatore». Già, per far ammirare lo studiolo o la Stanza delle maschere, ma anche quella dei festoni o delle figure alate nella casa di Livia, ci vogliono custodi, guide, guardiani. Mentre oggi la Soprintendenza speciale di Roma è alle prese con una emorragia di personale. «Siamo in 734 dice Barbera e con i sindacati facciamo i salti mortali per far fronte alla situazione, ma la coperta è troppo corta: per mandare avanti un'impresa che ha già liquidato 55 milioni in lavori per il 2012 e ne ha impegnati altri 88, abbiamo bisogno del 50 di personale in più rispetto ad oggi». Servono più custodi per aprire stabilmente e tutta la casa di Augusto (oggi visitabile solo 4 giorni a settimana). E una novità sarà per il bimillenario la visita alla casa di Livia, ora interdetta al pubblico. Angustiata dalla spending review che la obbliga a tagliare quest'anno «un milione e 600mila euro dalle spese correnti », la soprintendente non smette però di pensare ad Augusto. «Partecipiamo anche noi alla mostra ideata da Eugenio La Rocca e che si terrà da ottobre alle Scuderie del Quirinale». Stato e Comune si dividono l'onere e l'onore di celebrarlo. Ma Augusto non sta solo sul Palatino o all'Ara Pacis. «Attraverso la casa di Livia sulla Flaminia arriveremo fino a Prima Porta. Qui a palazzo Massimo aggiunge orgogliosa Barbera abbiamo anche gli affreschi staccati dalla Farnesina. Ma sulle tracce di Ottaviano giungeremo a Gabii, sulla Prenestina: questo bellissimo sito conserva memoria delle cure a cui il principe si sottoponeva seguendo i consigli di Antonio Musa, il suo medico».
ROMA - Restauri, mostre e case sul Palatino "Un 2014 nel segno dell'imperatore"
La soprintendente Mariarosaria Barbera ha presentato le iniziative per il bimillenario della morte di Ottaviano, primo imperatore romano. La città di Roma sta organizzando celebrazioni, mostre e restauri per ricordare i 2000 anni dalla sua morte. Barbera ha anche annunciato che la casa di Ottaviano sul Palatino sarà aperta al pubblico, mentre la casa di Livia sarà visitabile per la prima volta. La soprintendente ha anche parlato della crisi economica che sta colpendo la città e ha richiesto più personale per gestire gli eventi. La mostra sulle tracce di Ottaviano si terrà a Palazzo Massimo e sarà organizzata in collaborazione con lo Stato e il Comune.
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