Un esempio: ritinteggiare. Gli operatori chiedono attenzione. E promuovono l'ipotesi di Ascom del mercato di filiera corta il declino del carmine Questo luogo ha ancora potenzialità Non c'è turista che non si fermi ad ammirarlo LUCCA Semivuoto e desolato. Freddo. La vetrina della pescheria infranta da un atto vandalico, l'albero di Natale spogliato degli addobbi ancora al centro del chiostro. È mezzogiorno, ora di spesa, di affaccendamenti per il pranzo e la cena della giornata. Ma il Carmine è triste, almeno nei suoi larghi spazi. Se non fosse per i capannelli di signore riunite per un caffè al bar del Sole, o quelle che vanno a comprare la carne dal macellaio Roberto Cortopassi e si affacciano al banco di ortofrutta, l'ex mercato generale del centro storico sarebbe un deserto. Solo due banchi rimasti; dei venti fondi sul perimetro del chiostro, solo sei occupati. Eppure, tra i pochi operatori che lo abitano l'entusiasmo non si smorza, l'idea che un rilancio sia possibile non muore. «Non c'è turista entrato a prendere un caffè che non si sia fermato ad ammirare la struttura - dice Monica Marcone, titolare del bar del Sole, col marito Ernesto Caiazzo- e lo vedono ridotto così. Figurarsi se fosse rimesso a posto, anche un poco. La percezione che abbiamo è che un luogo come questo abbia ancora molte potenzialità». Da quarant'anni, all'incirca, le amministrazioni che si sono succedute hanno tentato piani di rilancio, grandi progetti, contatti con grandi gruppi del commercio. Sempre andati a carte e quarantotto. Al contrario, dice Monica Marcone, «basterebbe mettere in piedi una cosa più sobria. Senza fare grosse ristrutturazioni, il Carmine si potrebbe migliorare, si potrebbero invogliare nuovi operatori ad aprire attività nei fondi vuoti. Tutti i giorni sentiamo dalla gente che abita nel centro storico lamentarsi perché per fare la spesa deve andare nei supermercati fuori città. Se si comincia col ripulire, col ritinteggiare, il Carmine assumerà subito un aspetto nuovo, invitante. E che attragga gente lo prova il fatto che quando ci sono state mostre, abbiamo sempre visto un gran viavai.Al momento, credo che il progetto migliore sia quello proposto da Confcommercio di allestire qui un mercato di prodotti della filiera corta. Certo è - aggiunge - che se invece si andasse verso il progetto della cittadella del gusto, allora dovrebbero essere previsti per gli operatori agevolazioni per il carico e scarico merci, per la sosta». La politica dei piccoli passi è condivisa anche dal macellaio Cortopassi. «Basterebbe solo la volontà di cominciare a fare qualcosa - dice mentre taglia una costata di maiale -. I grandi progetti possono anche aspettare, intanto procediamo col mercato di filiera corta. I parcheggi che mancano non sono un problema: potremmo attrezzarci noi con mezzi elettrici per portare la spesa alle auto dei clienti parcheggiate magari fuori dalle Mura». Primo intervento: una generale messa in sicurezza Due percorsi da seguire in parallelo: da una parte mettere il Carmine nella condizione di ospitare nuovi operatori (e quindi, oltre a ritinteggiare, sarà necessaria una messa in sicurezza complessiva degli impianti, a partire da quello elettrico), dall'altra non perdere di vista l'obiettivo di più larga scala, ovvero il recupero della struttura in via definitiva. Con questi input il Comune, ad oggi, intende procedere per ridare un futuro al mercato del Carmine. «Gli interessi di potenziali acquirenti non decadono - dice l'assessore al commercio Giovanni Lemucchi - ne ho incontrati nuovi anche di recente. Ma i costi di un'operazione del genere (oltre 7 milioni, ndr) sono alti, e difficili da affrontare specialmente di questi tempi. Intanto però non vogliamo stare fermi. Per rendere il Carmine più vivo cercheremo di fare interventi, soprattutto di messa in sicurezza. Senza agibilità è impensabile che nuovi fondi possano essere occupati». E anche Lemucchi punta sull'effetto eventi per ridare tono al Carmine. «Le mostre che sono state allestite nei fondi vuoti - dice - hanno avuto successo. Ne sta per inaugurare un'altra: di foto storiche dell'archivio Cortopassi». (b.a.)
LUCCA -. MERCATO IL CARMINE - Il rilancio? Si fa con i piccoli progetti
Il Carmine, un mercato storico di Lucca, è stato lasciato in stato di abbandono per anni. Gli operatori lo considerano un luogo con potenzialità, ma la mancanza di investimenti e la politica dei piccoli passi hanno rallentato il rilancio. Il bar del Sole e il macellaio Roberto Cortopassi sono tra quelli che continuano a lavorare nel mercato, ma solo due banchi sono rimasti. Il Comune di Lucca intende procedere per ridare un futuro al mercato, ma i costi di un'operazione del genere sono alti. Per rendere il Carmine più vivo, il Comune cerca di fare interventi di messa in sicurezza e di promuovere eventi, come le mostre.
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