Il reportage SONO scesi in campo nei giorni più caldi dell'emergenza rifiuti, ripulendo spiagge, setacciando fondali, imbracciando scope e rastrelli per bonificare giardini. Hanno piantato fiori e fatto risorgere aiuole nel cuore dei quartieri più grigi di Palermo. Zaino in spalla e macchina fotografica alla mano, girano in bici alla ricerca di angoli dimenticati. Sono cittadini che, nella latitanza delle istituzioni, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e risolverseli da soli, i problemi. Eccola, la nuova frontiera della partecipazione civica. Finita l'era del "lamentismo", si moltiplicano in piazza e sul web comitati spontanei, associazioni di cittadini e gruppi di donne e uomini che decidono di "sporcarsi le mani". Letteralmente. Lo ha fatto il giovane ricercatore Gabriele Amore che, insieme col gruppo "Sgrasciamo Palermo" nato su Facebook, ha ripulito la spiaggia di Mondello soffocata dai rifiuti. Lo hanno fatto i membri del comitato "Cinisi e Terrasini per l'ambiente" assieme agli amici di "Ripuliamo Cinisi e Terrasini", due realtà sorte dall'iniziativa di ingegneri, architetti, agrari e ambientalisti. Muniti di guanti e tuta impermeabile, hanno liberato il litorale intitolato a Peppino Impastato. E sui water front sfregiati si è concentrata anche l'associazione Posidonia, che ha fatto rivivere il lido Olivella a Porticello, e il gruppo "Il mare di Sferracavallo" che ha organizzato una catena umana. A Capo Zafferano si sono attivati i membri di "Addabbanna a Muntagna-Di qua dal Faro", che hanno ripulito la costa. Anche ville e parchi non sono messi bene. E allora tanti cittadini sono andati in loro soccorso. Il gruppo "Ognuno vale uno" ha pulito il giardino di Case Rocca. Il comitato "Apriamo il parco Acqua dei Corsari e intitoliamolo a Libero Grassi" ha organizzato una pulizia straordinaria dello stand Florio e diffuso sul web le foto dell'area dimenticata. «Il reportage di denuncia è lo strumento che abbiamo scelto per il comitato civico Settima circoscrizione », racconta il fondatore, il pensionato Giovanni Moncada. «Oggi conta oltre 200 iscritti», aggiunge. E poi ci sono i combattenti dal pollice verde di Guerrilla Gardening Palermo: si incontrano su Facebook, organizzano l'azione a sorpresa e piantano fiori e alberi donati dai simpatizzanti e dai vivai. «Se aspettassimo la Gesip...», commenta Alessandro Ferrara. E stanchi di aspettare sono anche i membri dell'associazione Chiese storiche, che hanno ripulito dagli escrementi il parcheggio di via Libero Grassi, o i giovani di Borgo Ulivia, che, coordinati dal-l'istruttore di lotta Filippo Rotolo, hanno bonificato l'area. Lottano per la bonifica dell'Albergheria, dove il mercatino abusivo è diventato il cruccio di chi ci vive, i 400 membri del "Comitato cittadini esasperati". Anche gli inquilini del salotto della città hanno capito che è ora di agire. Lo hanno fatto i membri del comitato spontaneo "Quartiere Libertà" con una petizione contro l'asfaltogruviera. O i giovani del circolo culturale "The Factory", che hanno bonificato via Marchese Ugo. E i ragazzi di "Palermo indignata" che hanno spazzato le vie del centro. Un occhio anche ai monumenti. L'associazione "La Rocca Onlus" ha coinvolto i residenti per ripulire la Fontana del Pescatore a Monreale e un terreno di fronte al santuario Santa Maria La Reale. Iniziative che nascono sul web e si diffondono come un'epidemia. Sì, perché la forza è fare rete. «Organizziamo manifestazioni comuni dice Margherita Ceccarelli, fondatrice di Guerrilla come quella alla Bandita con l'associazione Vigliena». E poi ci sono i gruppi storici, come Mobilita Palermo, e le associazioni di commercianti, come quella di viale Strasburgo che si prendono cura della strada e non solo delle loro vetrine. Nell'universo del web, ogni giorno, nascono gruppi che sperimentano nuove forme di partecipazione civile. Testimonianza di come cresce il numero dei palermitani che, al cospetto di tanti problemi della città, hanno deciso di vedersela da soli.
SICILIA - Scope, pale e rastrelli così i volontari del web fanno rinascere la città. È boom di gruppi in lotta contro l'abbandono
In Palermo, un gruppo di cittadini ha iniziato a prendere le cose in mano per risolvere i problemi di rifiuti e inquinamento della città. I cittadini, spesso iscritti a gruppi di Facebook, si sono riuniti per organizzare azioni di pulizia e bonifica di aree pubbliche, come spiagge, parchi e strade. Il movimento è nato come risposta all'inazione delle istituzioni e si è diffuso rapidamente su internet. I gruppi di cittadini hanno anche iniziato a piantare fiori e alberi in aree abbandonate e a organizzare manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi della città.
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