In tutta Italia il patrimonio degli antenati è nel degrado per mancanza di fondi A Talamone nasce un gruppo di tutela: «L'idea? Sviluppare turismo culturale» TALAMONE Il mare non basta più al turismo. Anche in Costa d'Argento c'è bisogno di qualcosa di più per attrarre nuovi visitatori, e per provare a risollevare le sorti del turismo. E perché non pensare all'archeologia ed alla riscoperta dei siti di grande valore storico del territorio, intorno ai quali sviluppare un appeal culturale che potrebbe rivelarsi vincente? A Talamone qualcuno ci ha pensato e due sere fa, nella sede del circolo Aics, si è svolto un convegno finalizzato alla creazione di un gruppo archeologico volontario che si chiamerà gli "Argonauti" e che agirà come sezione distaccata dell'associazione Odysseus di Casal di Pari, fatta da un gruppo di volontari che in quel territorio collinare hanno fatto scoperte strabilianti. Un'esperienza che potrebbe assumere una valenza doppia visto il perdurare del grave stato di crisi del mondo dell'archeologia che, con i fondi ridotti all'osso, è costretta a trascurare evidenze storiche che potrebbero invece fare la fortuna di ogni territorio. Fondatore della nuova sezione talamonese è Antonio Cagnacci, attivista locale di Italia Nostra, che spera di riuscire a coinvolgere soprattutto i giovani per portare avanti un progetto che, con l'appoggio delle istituzioni potrebbe risultare veramente vincente: «L'idea è quella di partire dalla riqualificazione di alcuni resti archeologici della nostra zona, sia vecchi scavi a terra che relitti sottomarini, con l'obiettivo di renderli fruibili anche ai visitatori ha spiegato questo, oltre alla tutela di un bene storico potrebbe riuscire a sviluppare un flusso di turismo alternativo che, in tempi non troppo lunghi, potrebbe anche creare qualche nuovo posto di lavoro». In pratica, un aiuto generato dalla passione per la storia del territorio che potrebbe risolversi in qualcosa di veramente positivo per il mondo dell'archeologia in cui la Sovrintendenza ai Beni Archeologici non ha più i fondi per seguire in maniera adeguata gli scavi e le manutenzioni dei beni sottoposti alla sua tutela. E proprio di questo secondo aspetto ha parlato il presidente dell'associazione Odysseus, Andrea Marcocci, che ha sottolineato la necessità di gruppi giuridicamente riconosciuti che possano stimolare le amministrazioni ad una fattiva collaborazione. Quanti scavi si interrompono, quanti reperti vengono abbandonati ed esposti al furto, per la mancanza di fondi: «Toccare un reperto storico senza autorizzazione è una cosa che può essere perseguita penalmente ha spiegato Marcocci per questo è importante cercare di aprire una collaborazione riconosciuta con le istituzioni, in modo che i volontari possano interagire con gli archeologi professionisti e magari sostituirli. Noi di Odyssesus saremo a breve chiamati a una convenzione con la Soprintendenza che ci permetterà tutto questo». Parole che hanno stimolato un vivace dibattito tra i presenti tra cui i rappresentanti di consorzi turistici, delle pro loco e di altre associazioni culturali, concordi sulla necessità ci strappare al degrado le bellezze storiche di questo angolo di Maremma.
TOSCANA - Archeologia al collasso Ci pensano i volontari
A Talamone, in Costa d'Argento, è nato un gruppo di tutela per il patrimonio archeologico locale. Il gruppo, chiamato "Gli Argonauti", è stato fondato da Antonio Cagnacci, attivista locale di Italia Nostra, con l'obiettivo di riqualificare e rendere fruibili i resti archeologici della zona. Il gruppo spera di coinvolgere i giovani e di sviluppare un flusso di turismo culturale che possa creare posti di lavoro. Il presidente dell'associazione Odysseus, Andrea Marcocci, ha sottolineato la necessità di gruppi giuridicamente riconosciuti che possano stimolare le amministrazioni ad una collaborazione con gli archeologi professionisti.
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