L'archeologia è in crisi in tutta Italia, al collasso anche per la mancanza di fondi. Eppure anche il territorio orbetellano è pieno di resti archeologici che meriterebbero una diversa valorizzazione. Evidenze storiche per cui siamo invidiati da tutto il mondo: a partire dalla città di Cosa, ad Ansedonia, una fortificazione fondata dai Romani nel 273 a.C. dopo la sconfitta delle forze delle città etrusche di Volsinii e di Vulci. Il nome derivò da quello più antico di Cusi o Cusia, un piccolo centro etrusco disposto sul luogo dell'attuale Orbetello. Il centro urbano presentò, fin dalla fondazione, un impianto costituito da una fitta griglia di strade che s'incrociavano ad angolo retto. Due erano le aree pubbliche della città: l'acropoli con funzione sacrale e il foro, sede dell'attività politica. Altro sito abbandonato, ma di gran rilevanza è il tempio di Talamonaccio dove fu ritrovato il Frontone di Talamone, l'opera etrusca che attualmente sta girando il mondo tra varie esposizioni e che risale al IV a.c. Si trattava di un tempio, posto anch'esso su un colle in vista del mare, dove sulla parte antistante sopraelevata furono scolpite le gesta leggendarie di Eteocle e Polinice durante la guerra di Tebe. Sempre all'epoca dei Romani risalgono anche le Fornaci di Albinia, ruderi posti tra il fiume e l'abitato dove un tempo si producevano le anfore destinate a contenere il vino da destinare alla capitale: quest'ultime allagate oltretutto dall'alluvione di novembre che le ha invase con acqua e fango. Sabino Zuppa
TOSCANA - Da Cosa a Talamone, gioielli inestimabili
L'archeologia in Italia è in crisi a causa della mancanza di fondi. Tuttavia, il territorio orbetellano è ricco di resti archeologici che meritano una diversa valorizzazione. Evidenze storiche come la città di Cosa, ad Ansedonia, e il tempio di Talamonaccio, sono di gran rilevanza. Il sito di Cosa fu fondata dai Romani nel 273 a.C. e presentava un impianto costituito da strade che si incrociavano ad angolo retto. Il tempio di Talamonaccio, invece, risale al IV a.C. e fu scolpito con le gesta leggendarie di Eteocle e Polinice.
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