LA STORIA è un atrio con boiserie in stile liberty: una parte ha quasi cento anni, per terra una elegante palladiana a mosaico. Il moderno invece è un salone con specchi serigrafati, colonne estrose e allestimenti contemporanei. Sono le due anime del Cobianchi, gioiello sotterraneo di piazza Duomo, vuoto da anni e che ora il Comune vuole rilanciare. Nell'ottica di valorizzare la Galleria Vittorio Emanuele e dintorni, apre oggi il bando per la concessione di questi luoghi nascosti che sono un pezzo di Milano vincolato dalla sovrintendenza. Nato come albergo diurno nel 1924, lo spazio venne chiuso negli anni '90. La riqualificazione terminò nel 2006. Il ritrovamento dei reperti romani che oggi, nell'ala moderna, si possono ammirare grazie ad un pavimento-teca in vetro, ha ritardato i lavori. Per tre anni fu l'ufficio del turismo della Provincia. Due gli ingressi principali. Il primo dà su piazza Duomo, all'altezza di via Cattaneo, con la pregiata scalinata decò e l'ascensore in vetro: è da questa parte che si accede al primo atrio, tutto in legno di noce con intarsi di marmo sui muri. L'ultimo bancone sulla sinistra è quello originale, del 1924. L'altro accesso s'affaccia su via Grossi. È l'entrata più moderna, così come l'ala sotterranea: un ampio colonnato pieno di specchi che venne allestito per il Salone del Mobile 2008 dall'architetto Simone Micheli. Quelli furono gli ultimi interventi. Il bando per l'uso di questi 1.400 metri quadri resterà aperto per 45 giorni: 952mila euro all'anno la base d'asta, per una concessione di 18 anni (9 più altri 9 rinnovabili). Chi vorrà potrà visitarlo (a gruppi, a partire dal 19). Terziario, commerciale e ristorazione le possibili destinazioni d'uso. Un luogo di grande pregio che alcune griffe, come Ferragamo ed Ermenegildo Zegna hanno già visitato (e Luxottica ci ha ambientato un evento per la Settimana della moda). Un tesoro impreziosito dalla posizione nobile, a due passi dal Duomo. E dotato di una sala riunioni, di stanze-uffici già suddivise, toilette e impianti tutti perfettamente a norma. Unico difetto, la scarsa visibilità: lo spazio è tutto sotterraneo, illuminato in modo naturale da due blocchi di lucernari che sono stati inseriti lungo via Cattaneo. Mc Donald's rifiutò l'offerta del Comune, dopo lo sfratto dalla Galleria, ora si vedrà. Chi si farà avanti dovrà presentare anche un progetto che dovrà passare al vaglio anche della sovrintendenza, visto il valore storico dello spazio. Il Cobianchi fu il primo della catena di bagni pubblici fondata nel 1911 dall'imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi, che copiò l'idea dagli inglesi. Per anni in queste sale quattro metri sotto i negozi del centro i milanesi hanno potuto godere di vari servizi: docce e vasche da bagno, manicure, parrucchiere, sala della musica e della scrittura, telefono, riparazione dei cappelli da uomo, agenzia ferroviaria e l'ufficio di cambio. Un luogo per la cura della persona, ma anche un ritrovo mondano, frequentato da artisti e attori. Ora tocca al futuro.