CROLLA un pezzo di soffitto dentro l'aula del liceo classico Mazzini di Pegli. E la Provincia mette i sigilli. L'ultimo sopralluogo ha rilevato le infiltrazioni di acqua piovana e il pericolo di altri crolli a Villa Doria- Pallavicini, l'edificio del Settecento che ospita, oltre ai 280 studenti, anche il Museo Navale. «Avevamo segnalato da tempo il guaio e bisognava intervenire prima ricorda il preside, Mario Predieri anche se i locali sono stati tenuti sotto controllo, fino a quando si è resa necessaria la chiusura». Piero Fossati, commissario straordinario della Provincia, però, tranquillizza: «L'abbiamo chiusa più che altro per precauzione, non c'è un pericolo immediato di crolli; comunque, spero che entro la fine dell'anno scolastico o quantomeno entro settembre si possa trovare una soluzione alternativa ». La vicenda del liceo Darwin di Rivoli (nel Torinese) insegna: il 22 novembre del 2008, proprio dentro un edificio anch'esso storico, si staccò un controsoffitto, uccidendo uno studente di 18 anni, Vito Scafidi, e ferendone altri 17. Stando a quanto dice Cristina Ciampi, presidente del consiglio d'istituto, anche a Pegli la decisione di chiudere un'aula è stata presa dopo la caduta di un pezzo di intonaco: «Prima era stata dichiarata inagibile, poi l'hanno riaperta, infine è stata chiusa definitivamente». In attesa di una sistemazione dignitosa, gli studenti di una classe prima del "Mazzini" sono stati trasferiti nell'aula di Chimica. «Ma da quel giorno tutti gli alunni dell'intera scuola non fanno più lezioni di laboratorio lamenta Cristina Ciampi ed è più di un mese». Secondo quanto spiega Fossati, i ritardi negli interventi di manutenzione sarebbero dovuti ai vincoli che la Soprintendenza ha sulla storica villa di Pegli: soffitti in canniccio e gesso, volte affrescate, sui quali non è facile fare opera di risanamento. L'edificio è di proprietà del Comune, dato in comodato gratuito alla Provincia, che gestisce le scuole superiori. «Stiamo cercando un'altra collocazione insieme all'assessore Boero precisa Fossati e ci sarebbe la possibilità di utilizzare un paio di aule dell'attiguo Museo Navale». È la medesima soluzione da tempo suggerita dal consiglio d'istituto. Anche se Cristina Ciampi sostiene che su questo versante non ha mai trovato grande appoggio da parte del municipio Ponente. Il pericolo di crolli al "Mazzini" (succursale del liceo classico di Sampierdarena) si somma alla cronica carenza di spazi, tanto che alcune classi provvisoriamente sono state sistemate nell'edificio scolastico di via Giotto, a Sestri Ponente, che ospita già il commerciale Rosselli e l'alberghiero Bergese. Una collocazione poco gradita a studenti, genitori e professori. Soprattutto perché il liceo classico è in continua espansione, si è ormai assestato sui 1.000 alunni e Piero Fossati ammette che dentro l'edificio di via Giotto "non è più possibile sistemarne altri, ma c'è pure un problema di convivenza tra scuole di diversa tipologia". La vicenda del "Mazzini" di Pegli segue di appena pochi giorni quella della succursale del "Pertini", collocata in corso Magenta, nell'edificio che per tanti anni è stato del magistrale Lambruschini (nel 2000 accorpato al liceo di via Cesare Battisti). Anche il preside di questa scuola, Aldo Martinis, non ha atteso la tragedia, ha dovuto adottare drastici provvedimenti dopo la caduta di calcinacci e di pezzi di intonaco sui banchi: ha chiuso due aule, quella di fisica e la biblioteca. Qui, però, è un'intera ala dell'edificio ad essere inagibile e in pericolo: confina con l'ex facoltà di Economia e Commercio, sul versante di via Bertani, i cui tetti in parte sono crollati. «Sì, è vero, abbiamo forti criticità confessa il commissario straordinario della Provincia anche qui il patrimonio è del Comune, che deve provvedere, soprattutto perché le infiltrazioni di pioggia arrivano dai loro terrazzi. Il vero problema sottolinea Fossati sono i soldi che mancano».