Si è staccato un blocco di arenaria: "Colpa del gelo" ANCHE la Torre Asinelli finisce "incerottata". Una rete di protezione, come quella che già è stata usata per avvolgere lo stemma di Palazzo d'Accursio, impedirà ai pezzi di arenaria di staccarsi e cadere a terra, come è successo giovedì a una "mensola". «L'arenaria è presente solo nella rocchetta - spiega il direttore dei lavori pubblici del Comune, Fabio Andreon, riferendosi alla struttura alla base della torre, che risale alla metà del 1400, mentre la torre vera e propria in mattoni è duecentesca -. Da lì giovedì scorso si è staccato un pezzo, esattamente come accade in molti altri palazzi della città. Nel 1999 queste parti in arenaria furono restaurate, ma ormai gli effetti del consolidamento sono finiti. Quando e se ci saranno i soldi, rifaremo il trattamento. Ma l'arenaria è fragile, alla fine vince lei». Ieri Andreon ha guidato la pattuglia di tecnici al sopralluogo. Non si tratterebbe, secondo gli ingegneri, di un problema di vibrazioni, il tema sollevato dal vulcanologo Enzo Boschi, che da tempo chiede la chiusura del centro al traffico per risparmiare le Torri dal rischio crollo. «I miei tecnici si sentono di escludere che questo evento sia stato prodotto dalle vibrazioni - ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Malagoli -: si guarda piuttosto all'infiltrazione di acqua dei giorni scorsi, seguita dal gelo. In ogni caso vogliamo rassicurare tutti: non ci sono pericoli strutturali». Una dimostrazione che le vibrazioni non sono "fatali" per le Torri, secondo la soprintendente Paola Grifoni, è arrivata nei giorni del terremoto. «Le vibrazioni ci sono, ma se le Torri hanno resistito al terremoto significa che non crolleranno per il passaggio degli autobus - dice la responsabile dei Beni Culturali -. Anche il concerto di Lucio Dalla produce vibrazioni, non oso neanche pensarci. Ma l'arenaria ha delle linee di "gelidità" che sono particolarmente sensibili al freddo. Lungo queste linee, il materiale si spezza molto facilmente». Il problema adesso è che il pezzo di pietra che si è staccato dalla Torre Asinelli non si trova più. «Il frammento ancora non riappare, in questi giorni non è stato avvisato nessuno - ha detto Malagoli . Non lo sapeva neppure il custode ». Del caso si occuperanno i carabinieri del Nucleo Tutela beni culturali, che già ieri hanno preso contatto con la Soprintendenza. Se qualcuno avesse sottratto il pezzo di arenaria, si tratterebbe di furto aggravato, in quanto parte di un monumento di valore storico. Le nuove transenne e la rete di protezione si uniscono ai ponteggi del cantiere già presente: fino al 30 giugno sono infatti in corso i lavori di consolidamento della Torre, realizzati con 450 mila euro stanziati dalla Fondazione Del Monte. «È quasi ultimato il consolidamento della Torre fino a 38 metri di altezza - spiega l'ingegner Dalla Valle, che dirige i lavori - così come abbiamo completato il consolidamento della Garisenda. Più avanti, in una seconda "tranche", faremo anche il consolidamento delle fondamenta, ma prima installeremo nuovi rilevatori per monitorare lo stato del terreno». Dalle rilevazioni condotte finora, in collaborazione con l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e con l'Università di Bologna, è emerso un dato univoco: le Torri si muovono. «Ci sono state deformazioni chiare, soprattutto durante l'evento sismico - spiega Arianna Pesci dell'Ingv - sul prospetto sud, cioè verso piazza della Mercanzia, e sul prospetto Est, verso Strada Maggiore. Poi lentamente i materiali sono tornati nella posizione iniziale. La vibrazione non manca: è una vibrazione lenta, rilevante, cui la torre reagisce con deformazioni particolari». Nei prossimi giorni l'amministrazione conta di rassicurare Boschi e colleghi («forniremo elementi sulla stabilità della torre» ha promesso Malagoli), anche a partire dagli studi condotti dal dipartimento di ingegneria civile dell'Unibo, che ha una convenzione col Comune per tenere sott'occhio Garisenda e Asinelli. Intanto ieri a rassicurare i bolognesi ci pensava Roberto Zazzaroni, gestore della Torre per tradizione familiare. «Qui salgono tutti i giorni centinaia di persone - dice dalla sua postazione a metà della ripida scala - non c'è pericolo. Anche il concerto per Lucio Dalla vale la pena di vederlo dalla cima degli Asinelli».