Mammini (Pd): «Cominciamo intanto col rendere più vivi e attraenti i musei cittadini» LUCCA «È possibile offrire e fruire di un'immagine coordinata della città e dei suoi eventi? Il "pacchetto soluzioni" già pronto e confezionato non ce l'ha nessuno dice Mammini . Voglio provare un semplice micro-esperimento: arrivare al succo di alcuni contributi; questo estratto potrebbe essere pura accademia, ma nelle more del ragionamento potrebbero pure annidarsi spunti concreti di azione per chi deve compiere scelte non sempre semplici, per chi ogni giorno si trova a operare nel panorama culturale cittadino. Insomma, raccogliere e ordinare proprio i link aperti dagli spunti ricevuti». Per Mammini emerge forte la necessità di una svolta di concetto: i beni culturali non sono improduttivi. «Soltanto legando il concetto di cultura a quello di crescita aggiunge sarà possibile iniziare a ripensare la prima in un'ottica di strategie condivise tra i soggetti, pubblici e privati. « Rilevo una spiccata attenzione al futuro dei musei: da una parte, la proposta di renderli organismi vivi sfruttando i loro spazi per spettacoli di arte contemporanea; dall'altra quella di dare un nuovo ordine razionale al patrimonio in essi contenuto, al fine di superare le debolezze che individualmente presentano. Sarebbe così "scandaloso" rilanciare la rete museale sfruttando la consolidata attrattiva dei Comics? E vivacizzarne l'appeal con dei concerti, puntando sulla contaminazione reciproca delle esperienze artistiche? «Lucca possiede collezioni scientifiche di alto valore (collezione Gragnani-Rontani, collezione dell'Orto Botanico, collezione del Liceo Machiavelli e dell'Istituto Carrara) dislocate (o disperse?) in punti diversi della città. Un Museo di Storia Naturale e delle Scienze, così come un museo interamente dedicato al monumento per eccellenza, le Mura, invece, mancano. « Nei palazzi comunali sono presenti oggetti di arte moderna e contemporanea di fatto invisitati e quasi sconosciuti ai più: perché non valorizzarli o, in parte, farli confluire alla Fondazione Ragghianti? Ci vuole una nuova "geografia" del patrimonio ricevuto».