MONTEGIOVI Montegiovi chiama e la Soprintendenza risponde. Un'azione a tamburo battente per salvare un affresco dipinto nel 1400 che quasi sicuramente era un Ospitale e che oggi è diventata civile abitazione. L'hanno in comodato d'uso due giovani, che fra poco, però, lasceranno questa residenza per stabilirsi altrove, ma prima di andar via hanno voluto segnalare l'affresco alla Soprintendenza perché se ne prendesse cura. Intanto, da quando abitano nella casa montegiovese, la coppia, che ha l'affresco nella camera da letto, lo ha salvaguardato coprendolo con un lenzuolo per ripararlo dalla luce. Dunque, giovedì mattina, il soprintendente Fabio Torchio si è recato nell'antico ospedale di Montegiovi, ha misurato l'affresco e ha espresso le primissime considerazioni su quella che appare subito essere una magnifica opera d'arte. L'affresco, che rappresenta la Madonna col Bambino e due Santi, è lungo 2 metri e 42 cm e alto 2metri e 15. Nella parte a destra, in basso, si intravede anche una cornice dipinta che poi si perde alla vista, dato lo stato del dipinto stesso. Secondo quanto ha trovato scritto nei libri il giovane che vi risiede, l'ospedale di Montegiovi dipendeva dall'Ospedale senese di S. Maria della Scala e serviva come ospizio per i pellegrini e come punto di sosta per i malati. Impossibile stabilire, al momento, che locale fosse quello dove è ospitato l'affresco, perché la casa ha subito tantissime ristrutturazioni (ma sulla facciata rimane ancora, come segno che l'edificio doveva essere proprio un ospedale, una ceramica che raffigura la Madonna dei sette dolori, col cuore trafitto da 7 spade). Fabio Torchio sottolineando la particolare bellezza del dipinto, l'ha collocato nella prima metà del 1400, di mano senese e anche umbra, forse: «Un'idea da non scartare - ha proseguito - visto che Montegiovi era un punto di passaggio importante, snodo fra ambiti territoriali diversi». Quello che fu l'antico Ospedale montegiovese si trovava, infatti, proprio lungo la Vì Siena, una sorta di bretella frequentatissima in età medievale, quella stessa seguita da Santa Caterina da Siena quando da Castiglion d'Orcia si recò a Roma, sostando, appunto, a Montegiovi. Una specie di reticolo viario che dal senese permetteva di arrivare, attraversando il Monte Amiata, fino alla Francigena e dunque a Roma. L'affresco rappresenta, dunque, la Madonna col Bambino che ha in mano una rondine e a lato due santi. Sebbene consumati dal tempo e non completamente leggibili, lasciano vedere le facce, la dimensione e alcuni segni di riconoscimento. Il grande Santo sulla destra potrebbe essere San Rocco, protettore contro la peste, e protettore di pellegrini e viaggiatori, chirurghi e farmacisti. Si vede, nell'affresco di Montegiovi, la piaga sulla coscia che è il suo attributo principale. Si vedono i calzari, tipici dei pellegrini. Alla sinistra, invece, un santo che potrebbe essere Sant'Antonio Abate, che oltre che protettore degli animali è anche protettore contro il fuoco di Sant'Antonio, appunto e ogni altri tipo di contagio. Di lui l'affresco di Montegiovi lascia vedere la barba fluente, il bastone e forse, nella macchia ai suoi piedi avrebbe potuto esserci il porcello. Adesso, infine, dopo la visita ufficiale, la decisione di mettere un vincolo sull'affresco spetta alla stessa Soprintendenza. Un vincolo che serve a mettere i proprietari sull'avviso: l'affresco deve essere salvaguardato e nessuno potrà manometterlo.
L'affresco in mano alla Soprintendenza
Il dipinto di affresco, rappresentante la Madonna col Bambino e due Santi, è stato segnalato alla Soprintendenza per la sua importanza storica e artistica. Il dipinto, lungo 2 metri e 42 cm e alto 2 metri e 15, è stato trovato nell'antico ospedale di Montegiovi, che dipendeva dall'Ospedale senese di S. Maria della Scala. La Soprintendenza ha inviato il soprintendente Fabio Torchio a visitare l'affresco e ha espresso la sua ammirazione per la sua bellezza e la sua datazione, che risale al 1400.
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