Archivi non isolati, progetto ad hoc Giornali, riviste, carteggi che dal periodo più recente risalgono via via fino agli anni '50 e '60. Una parte importante di un ancora più importante patrimonio, a disposizione dei frequentatori della biblioteca Angelo Mai. Un patrimonio che però ha anche un rovescio della medaglia: si tratta di una vera e propria montagna di carta e, in quanto tale, la sua concentrazione fa schizzare i parametri di valutazione per il rischio di incendi nella chiesa di San Michele all'Arco, da decenni magazzino del materiale da emeroteca. Ed è così che cade una nuova tegola sulla storica biblioteca, già alle prese con un invisibile deterioramento delle coperture che ha rischiato di far crollare la volta: le verifiche tecniche condotte a seguito dei cedimenti e per la stesura di un progetto di restauro hanno rivelato un nuovo problema. La biblioteca Mai dove sono conservati 685 mila volumi, anche di grandissimo valore non è dotata di certificato antincendio. Il problema deriva proprio dalla chiesa di San Michele, che con il suo contenuto e la mancanza di un isolamento ad hoc ha reso insuperabile qualsiasi test mirato. Il nodo è venuto alla luce ora, con gli approfondimenti per il progetto che a questo punto viene aggiustato in corsa: si risolverà ciò che per anni è stato una silenziosa minaccia. «In città spiegano dal comando provinciale dei vigili del fuoco, delegati ai test sulle strutture esistono molti edifici storici, come la Mai, realizzati secoli fa e che non hanno mai avuto il certificato antincendio, proprio per le modalità e gli spazi con cui sono stati costruiti». Quindi, niente allarmismi. Con una specifica: «Nel momento in cui ci sono ristrutturazione o riqualificazione dicono dal comando è necessario richiedere ogni certificazione. Oppure, se resta impossibile ottenerlo, va avanzata l'istanza per una deroga, che comunque prevede passaggi piuttosto restrittivi, con una serie di interventi e compensazioni contro i possibili rischi». Per una biblioteca che conserva opere di valore inestimabile e che anche oggi pur con la chiusura del salone Furietti per inagibilità è frequentata da decine di persone al giorno, il nodo si pone eccome. Ed emerge che la questione è all'attenzione del Comune, tanto che nel già complicatissimo progetto di restauro rientrano ora anche opere antincendio ad hoc. «Sì, la questione si pone conferma l'assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli , quando l'abbiamo scoperta è stata una doccia fredda: negli anni non è mai stata affrontata. Ora nel progetto entrerà anche la creazione di pareti ignifughe e porte tagliafuoco fra la ex chiesa e la biblioteca, che sono comunicanti». Operativamente, non sarà semplice: non è ancora escluso che si debba ricollocare altrove l'archivio. I costi delle opere extra saranno ammortizzati all'interno del piano da 1,2 milioni che, con cantiere a partire dall'estate, riguarda facciate, salone Furietti e riscaldamento. Anche quest'ultimo fronte, con la sostituzione della caldaia, vedrà la valutazione dei vigili del fuoco e ridurrà rischi rimasti sottotraccia che rendono ancora più urgenti i lavori sul palazzo del 1600.