BERGAMO Palazzo Gallavresi a Caravaggio, via Matteotti, 1. La chiamano anche casa Aratori, ci abitavano gli avi di Lucia, la madre del Merisi (1571-1610). La soprintendenza per i Beni architettonici di Milano ha dichiarato il palazzo «di interesse storico-artistico». La realtà: il palazzo del Caravaggio sta cadendo a pezzi. In quella casa, tra i soffitti quattrocenteschi e il camino degli Sforza, ci ha vissuto la signora Anna Maria Belli, prima di trasferirsi a Provaglio d'Iseo. I fratelli sono rimasti lì fino al 2005, quando hanno venduto il primo piano del palazzo al Comune, che occupa il resto dell'edificio. Sui soffitti hanno trovato alcune tavolette. Inciso, un dragone che sbuffava fuoco. Il simbolo degli Aratori. Fermus e Iustina i nomi che si rincorrono su quei disegni. Lucia, la madre di Caravaggio, era la loro nipote. La signora Belli chiama la Soprintendenza, il professor Mario Marubbi raccoglie e cataloga ogni formella. Per restaurare il palazzo ci vogliono 1 milione e 200 mila euro. Alla signora spetta pagare la sua quota: 300 mila euro. Nel 2007, anche il Comune decide di fare la sua parte: «Cantieri aperti entro la fine dell'anno». Mai partiti. La signora Belli oggi sbotta: «Il sindaco aveva promesso, poi non s'è più visto. Non vuole metterci un euro. Ero disposta a pagare la mia parte, avevamo un accordo». Fantasia, dice il sindaco Giuseppe Prevedini (Lega Nord): «Sì, proprio così, ci vuole fantasia a insistere su questa storia. Io i soldi non li ho». Il contratto però c'è. «Vero. Ma risale a prima del patto di stabilità. Ora non ho più un centesimo. E le risorse che restano, scusi tanto, preferisco girarle al welfare. Ho altre priorità rispetto a quel condominio». Condominio: ecco il nuovo nome della casa di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. La polemica continua.