Partire dalla testa per restituire salute al corpo del museo. I laterizi della volta sono sbrecciati, l'acqua rischia di filtrare dai coppi, minaccia d'allargarsi in macchie d'umidità e penetrare nel muro fino alla sala dell'Ultima Cena, il capolavoro più prezioso e delicato della Milano leonardesca. La Soprintendenza ha avviato le procedure di restauro del tetto del refettorio di Santa Maria delle Grazie. In sei-sette mesi di lavori sarà realizzata una nuova copertura isolante del Cenacolo vinciano. Partire dalla testa per restituire salute al corpo del museo. I laterizi della volta sono sbrecciati, l'acqua rischia di filtrare dai coppi, minaccia d'allargarsi in macchie d'umidità e penetrare nel muro fino alla sala dell'Ultima Cena, il capolavoro più prezioso e delicato della Milano leonardesca. Alcuni mattoni sono talmente malandati da risultare irrecuperabili: «Vanno sostituiti». Il refettorio di Santa Maria delle Grazie ha subito due ordinari interventi di manutenzione tra il 2010 e il 2011, ma aspetta un intervento di ristrutturazione organica ormai dagli anni Ottanta. È tempo di cantieri e soluzioni innovative. Una gabbia isolante. Pannelli coibentati. Un cappotto termico. «L'azione combinata di pioggia, vento e agenti inquinanti», conferma il soprintendente Alberto Artioli, reclama un programma di lavori urgenti sul tetto del Cenacolo. Sarà un restauro strutturale, complesso e delicato. Il ministero per i Beni culturali ha concesso 300 mila euro di finanziamento e affidato alla Direzione regionale e alla Soprintendenza milanese l'incarico di bandire la gara e firmare i contratti. Ci siamo. Il concorso è stato chiuso. La prima azienda classificata s'è ritirata e ha rinunciato all'appalto. Avanti la seconda. I funzionari di Palazzo Litta stanno limando gli ultimi dettagli tecnici. Burocrazia. Verifiche legali. I ponteggi saranno allestiti presto, questione di settimane, e regaleranno al Cenacolo una «cupola» di tubolari e parapetti. Sei, sette mesi di cantieri distribuiti tra il chiostro dei padri domenicani, il giardino del bookshop e lo skyline delle Grazie. L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci decora la parete Nord del refettorio dal 1497, ha sopportato l'occupazione delle truppe francesi a cavallo e ha miracolosamente resistito al bombardamento dell'agosto 1943. Il tesoro è salvo, è l'edificio che lo custodisce a mostrare crepe e ferite: «La volta è stata ricostruita nel Dopoguerra, secondo canoni ormai superati spiega il direttore del museo, Giuseppe Napoleone . I coppi sono appoggiati a una soletta di calcestruzzo e a una lamiera grecata che grava su una struttura metallica...». Fuori dai tecnicismi, questa impalcatura è vecchia e rovinata: «Dobbiamo arrestare alcune piccole infiltrazioni d'acqua avvistate nelle murature, prima che intacchino gli elementi pittorici continua Napoleone . La novità più importante: utilizzeremo pannelli coibentati continui, lunghi come tutta la falda del tetto, da colmo a canale, per garantire la tenuta dall'acqua piovana, migliorare l'isolamento termico e "cristallizzare" il microclima nel refettorio». Che non è un dettaglio: temperature costanti e aria pulita rallentano il naturale processo d'invecchiamento del dipinto. Sarà un'operazione a cuore aperto: i lavori di ristrutturazione non fermeranno l'attività del Cenacolo durante la lunga stagione primavera-estate. Assicura il direttore Napoleone: «Presteremo massima attenzione alle misure di sicurezza per gli operai e i visitatori».
Milano. Cenacolo, nuovo tetto per tutelare Leonardo
Il refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano sta subendo un intervento di restauro del tetto. I laterizi della volta sono sbrecciati e l'acqua rischia di filtrare dai coppi. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova copertura isolante del Cenacolo vinciano, composta da pannelli coibentati e un cappotto termico. I lavori saranno eseguiti in sei-sette mesi e non interferiranno con l'attività del museo durante la stagione primavera-estate. Il ministero per i Beni culturali ha concesso 300 mila euro di finanziamento per il progetto.
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