L'appello del sindaco: il progetto cambierebbe la città CATANIA - Il Raddoppio ferroviario a Catania «non s'ha da fare»: arriva dal sindaco Raffaele Stancanelli un altro accorato appello a modificare il progetto Rfi. Il primo cittadino etneo durante un incontro pubblico che si è svolto in piazza Federico di Svevia, cuore della zona interessata alla demolizione di palazzi storici che dovrebbero essere abbattuti per fare spazio al nuovo binario, ha ribadito con forza la volontà di opporsi al progetto che cambierebbe il volto di Catania, ricordando che anche l'Unesco si è schierata contro i lavori per il raddoppio ferroviario. Insieme ai rappresentanti del forum per la difesa del centro storico, le associazioni cittadine, la Soprintendenza e numerosi docenti dell'Università, Stancanelli ha espresso la sua profonda preoccupazione per un'opera, già finanziata dal Cipe, che ha avuto il placet del governo, ma che continua a generare enormi perplessità. Incertezze scaturite prevalentemente dall'opera di demolizione che dovrebbe coinvolgere palazzi della zona del Castello Ursino e deturpare l'area degli archi della Marina. SVENTRAMENTO DA EVITARE - «Il progetto del nodo Catania, in cui rientra il raddoppio Zurria-Acquicella, non può che essere quello alternativo con un nuovo tracciato in galleria rispettoso della nostra storia e della nostra architettura, da noi proposto in tutte le sedi pubbliche e istituzionali - dichiara il sindaco Stancanelli - Se Rfi dovesse invece insistere col progetto originario che prevede lo sventramento di gran parte del centro storico, ci opporremo in ogni modo per evitare che si consumi un atto di violenza per la città di Catania. Un percorso che non consentiremo». Il raddoppio del binario del progetto delle Rete Ferroviaria Italiana non va proprio giù agli amministratori comunali e ai cittadini che non vogliono vedere stravolta la parte storica di Catania, visto che per realizzare il raddoppio ferroviario della tratta Zurria - Acquicella bisognerebbe violare reperti archeologici di importante valore storico. Ancora una volta, con forza si ribadisce di essere pronti a ogni azione contro il progetto RFI per fermare un piano, che non garantisce la storia della Città. Il ripetuto no all'opera arriva a 48 ore dall'intesa concordata a Roma tra il governo nazionale, regionale e RFI per lo sviluppo delle rete ferroviaria siciliana, con la previsione dei relativi stanziamenti necessari alla realizzazione dei progetti. IL PROGETTO ALTERNATIVO - «Mi auguro - ha aggiunto il primo cittadino, indicando nel progetto alternativo che il Comune ha proposto a RFI la soluzione da seguire - che anche il presidente della Regione prenda atto che è l'intera Città a sostenere questa battaglia. Ci va benissimo, ovviamente lo stanziamento di fondi per realizzare nuove direttrici ferroviarie in Sicilia, ma sia chiaro che nessuno può svendere la nostra storia e la nostra identità». Anche l'associazione Beni italiani patrimonio Mondiale Unesco, ha espresso «profonda preoccupazione per il progetto presentato da Rfi a Catania, in quanto incide profondamente nel tessuto storico-urbanistico della Città e ne compromette integrità e identità». Così come Free Green Sicilia che, attraverso il suo portavoce Alfio Lisi, ha chiesto formalmente alla Sovrintendenza di Catania «di evitare di fare scelte che possano deturpare o pregiudicare la stessa esistenza degli Archi della Marina e di rispettare il Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici». Fonte Italpress