TRENTO «Siamo allo sprint finale». Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, promette il via libera in tempi brevi per le deroghe urbanistiche relative alla biblioteca di Botta, il grande edificio che l'università intende costruire sopra il piazzale Sanseverino. Un progetto discusso, di cui si parla da almeno dieci anni, simbolo delle incomprensioni reciproche tra città e accademia. Di queste, ma anche degli aspetti positivi di una relazione che dura da 50 anni, si è parlato nel dialogo ospitato nella facoltà di Lettere. Il primo cittadino è intervenuto sul tema assieme a Fulvio Zuelli, presidente dell'Opera universitaria, nel dialogo moderato da Luca Malossini, caporedattore del Corriere del Trentino, su «Il volto e il cuore della Trento universitaria». «Finita l'epoca di Bruno Kessler, il presidente della Provincia che negli anni Sessanta ebbe l'intuizione di portare l'università a Trento, qualcosa non ha funzionato nel rapporto con la città. Il "volersi bene" tra i due soggetti di cui parlava il politico è forse venuto meno», ha detto Zuelli. «Il mio ragionamento ha continuato riguarda l'università intesa come cubature, edifici, densità urbanistiche. Una presenza che negli anni è cresciuta dentro la città, in qualche caso con delle autoproposte che non sono piaciute». La facoltà di Ingegneria a Mesiano, Economia alle vecchie aziende agrarie, l'espansione di Scienze in collina sono alcune tappe dell'espansione. Le incomprensioni sono state soprattutto due secondo il presidente dell'Opera: «La non biblioteca, cioè la biblioteca di Botta che ancora non si fa, e l'incapacità di spiegare la valenza dell'accordo di Milano tra Provincia e Stato per il futuro dell'ateneo». Il sindaco ha parlato di un «matrimonio con più alti e meno bassi». «La minoranza critica ha detto pensa solo agli studenti degli happy hour e al caro affitti. Ma senza l'ateneo la città avrebbe avuto un'emorragia di giovani. E sarebbe stata meno ricca». Non resta che superare le incomprensioni. La biblioteca è il banco di prova. «È chiaro che nell'amministrazione ci sono state in questi anni visioni diverse. La fatica dell'università è anche la mia, avendo seguito il progetto come assessore all'urbanistica. Ma ce la farò, come per altri progetti». Da chiarire il nodo dei parcheggi «mancanti» nel nuovo progetto per il quale l'università chiede le deroghe al piano regolatore. Patt e Upt si sono mostrate critiche. «Renzo Piano a Londra progetta torri da cento piano con trenta stalli per le auto» ha concluso il sindaco, esponente del Pd, in polemica con gli alleati.