VENEZIA Accordo raggiunto. Est Capital e Comune trovano una via d'uscita sull'Ospedale al mare. I privati lasciano 27 milioni di euro all'amministrazione e con altri 34 milioni costruiranno il nuovo Palacinema, anche se in versione ridotta. In questo modo, Cà Farsetti rientra totalmente dei soldi investiti nell'acquisto dall'Usl 12 dell'ex nosocomio, la Mostra del cinema ottiene nuove strutture e l'amministrazione evita di dover acquisire azioni del progetto, come invece avrebbero voluto i privati. L'intesa è stata raggiunta ieri dopo settimane di trattative a dir poco difficili, proprio alla vigilia della scadenza per il deposito di nuove memorie al giudice Manuela Bano: oggi gli avvocati spiegheranno al magistrato la situazione e la causa di Ca' Farsetti contro il tentativo di Est Capital di sciogliere il contratto dovrebbe essere ritirata. Martedì la bozza di accordo sarà vagliata dalla giunta e se arriverà il via libera, il documento verrà ufficialmente sottoscritto. La vicenda dell'Ospedale al mare finisce con guadagni decisamente inferiori alle aspettative dei primi bandi e al Lido scoppiano già le proteste. Innanzitutto, del Coordinamento dei comitati ambientalisti, da sempre contrario all'operazione. «Invitiamo il sindaco ad astenersi da trattative ulteriori - scrivono gli ambientalisti - chiediamo al consiglio comunale di riaprire la procedura di alienazione su nuove basi trasparenti». Per il Coordinamento poi non serve un «mini palacinema», basta razionalizzare l'uso delle strutture già esistenti. Il consigliere comunale del Pd, Jacopo Molina, concorda in pieno e sostiene la loro battaglia con un'interrogazione depositata ieri. «Nuovi termini e condizioni di alienazione non dovrebbero essere rimessi alla competenza del consiglio comunale?», chiede al sindaco. Ieri infine, l'avvocato Mario d'Elia, di «Venezia libera», ha scritto a Giorgio Orsoni e all'avvocatura civica. A seguito degli arresti dell'ingegner Piergiorgio Baita, presidente di Mantovani spa (uno dei quotisti del fondo Real Venice II, gestito da Est Capital per l'operazione), d'Elia propone un rinvio dell'accordo. «Allo stato attuale - si legge nella lettera - nessuno conosce quali siano le obbligazioni di Mantovani spa nei confronti di Est Capital, per questo andrebbe rinviata l'udienza di oggi in tribunale o si proceda accogliendo le richieste iniziali del Comune».