Mazzacurati: è una delle 50 imprese in campo VENEZIA Le prime due paratie della barriera di Treporti del Mose sono arrivate proprio ieri pomeriggio, hanno viaggiato di notte via mare dai cantieri Cimolai di Monfalcone e sono state portate all'ex area Pagnan a Marghera. E' il Mose che prende forma visibile: a marzo saranno agganciati ai cassoni sui fondali i primi quattro elementi dei 21 della barriera, per il 2014 il Consorzio Venezia Nuova conta di armare le due barriere del Lido e per il 2016 di mettere in esercizio il sistema. Cinque miliardi di finanziamenti erogati, il 75 dei lavori già eseguiti, per la grande opera contro le acque alte ieri doveva essere un giorno di gaudio, poi è arrivato l'arresto dell'ad di Mantovani Baita. «Non ho commenti da fare, non essendo a conoscenza dei fatti - dice il presidente del Cvn Giovanni Mazzacurati - Per le false fatturazioni posso solo dire che il Consorzio riceve i corrispettivi dal Magistrato alle Acque per i lavori eseguiti e versa alle imprese consorziate quanto di loro competenza in relazione alle opere realizzate». Tra le società per cui la BMC Broker di San Marino ha emesso fatture c'è anche il Consorzio Venezia Nuova. Che tipo di consulenze ha fatto per voi? «Il Consorzio ha a suo tempo affidato alla Bmc Broker uno studio sullo sviluppo dell'Arsenale nella prospettiva di utilizzo del compendio in concessione dall'Agenzia del Demanio». Non era una società specializzata, perchè le avete affidato un incarico simile? «Non ricordo come su scelta, era il 2005, 2006, presentò credenziali adeguate. Ma non se ne fece nulla, ogni ipotesi di utilizzo dell'Arsenale fu superata in considerazione del fatto che le aree avrebbero potuto essere adibite solo per la gestione e manutenzione del Mose. Poi BMC Broker ha contribuito, per conto di Thetis, all'organizzazione di una conferenza tenutasi a Venezia nel 2006». La Procura ha parlato di perquisizioni in tutte le aziende con rapporti con BMC Broker. Hanno riguardato anche il Consorzio? Le è stato notificato un avviso di garanzia? «Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e il Consorzio non è stato oggetto di alcuna perquisizione. Due anni fa è stato avviato un minuzioso controllo fiscale della guardia di Finanza in esito al quale tutti i documenti richiesti sono stati forniti e illustrati». Pensa che l'inchiesta possa avere ripercussioni sul Mose? «Non credo avrà alcuna ripercussione. La Mantovani è una delle imprese consorziate tra le più attrezzate tecnicamente, una delle 50 che stanno procedendo nel rispetto dei tempi programmati». Ieri è arrivata la prima paratoia, a che punto sono i lavori? «I cantieri sono in fase di avanzatissimo sviluppo; i lavori alla bocca di Lido Treporti, con il montaggio delle paratoie, sono pressocchè in fase di ultimazione ed è previsto per il prossimo giugno di attivare una prima parte del sistema di tale bocca, che entrerà in esercizio in via sperimentale per verificarne il funzionamento. Il completamento di tutte e tre le bocche e l'entrata in esercizio del Sistema è fissato per il 2016, in considerazione della scansione temporale dei finanziamenti»