È polemica sui monumenti oscurati e sulle operazioni di restauro offerte da una concessionaria di pubblicità milanese fermi da tempo e affidate dal Comune senza alcun bando. L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani vuole vederci chiaro e stoppa anche i lavori sponsorizzati alle rotonde. Luglio 2012. Conferenza stampa sotto la statua di Arnaldo, l'annuncio: i monumenti di Zanardelli e Arnaldo saranno restaurati dalla concessionaria milanese Studio Advertising. Gratis: il Comune non deve sborsare un centesimo. Vero. Seguono, però, dichiarazioni fasulle: i lavori iniziano a settembre e finiscono a marzo. Macché: la Soprintendenza ha preteso modifiche al progetto e i tempi si sono dilatati. Minimo, fine aprile. Il costo è di 160 mila euro. Di nuovo falso: 44 mila euro incluse le spese diagnostiche. Infine la questione dell'appalto per assegnare l'intervento: nessuno. Oltre a quella milanese, non sono state prese in considerazione altre concessionarie pubblicitarie. Il punto è che in Loggia nessuno sapeva che l'appalto fosse previsto dalla legge, peraltro poco chiara. L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani non fa una piega: «Se qualcuno si offre di restaurare i monumenti della città non rifiuto di certo». Poi ricorda com'è andata: «Paola Faroni, responsabile dell'Edilizia monumentale, mi ha detto della proposta di questo studio milanese. Che dicevo, no? In Loggia non c'è un euro. Per questi interventi ci vogliono gli sponsor». Ma non è stato fatto alcun bando. «Ecco, a questo proposito, ho chiesto alla direzione generale del Comune e all'avvocatura di appurare la prassi: dobbiamo capire come ci si debba comportare in questi casi». Indagini in corso. Intanto, stop alle rotonde: «Finché non ne veniamo a capo, la manutenzione delle rotonde, che nei piani sarebbe stata affidata a sponsor, si ferma. Non voglio scocciature. Se dobbiamo fare una gara, che gara sia». Pausa. «La vuole sapere la verità? C'è una guerra senza scrupoli tra le agenzie pubblicitarie: tutte vorrebbero aggiudicarsi quei cantieri». Sulla faccenda Arnaldo e Zanardelli a Labolani il dubbio era pure venuto: «Quando ho visto che si tentennava con l'inizio del restauro ho chiesto spiegazioni. Mi hanno riferito delle esigenze della Soprintendenza, che aveva apportato modifiche all'intervento, procrastinandolo». Nulla di strano. «Già. Finché la signora Lucia Pisati ha spedito una lettera di segnalazione alla Loggia, sollevando perplessità su Studio Advertising. Mica potevo chiedere la fedina penale ai milanesi, però». Ma come si fa un restauro con sponsor? Basta chiedere a Maria Gallarotti, presidente del Fai bresciano. Con Giosi Archetti, nel 2000, si è occupata dell'Orologio di piazza Loggia. È andata così. Primo: «Abbiamo cercato qualcuno che finanziasse il progetto. La gioielleria Fasoli ha elargito 50 milioni di lire per mettere a posto il meccanismo. L'Asm invece ha contribuito con altri 100 milioni». Secondo: «Abbiamo creato un comitato scientifico che vagliasse le ipotesi di restauro. Lo presiedeva il professor Giuseppe Brusa, che vanta collaborazioni con il British Museum». Terzo: «I lavori sono stati affidati a una ditta di Cremona, molto nota, che già aveva provveduto a rimettere in sesto l'orologio dei Mori, a Venezia». Nessuna cifra gonfiata sul costo del restauro: 150 milioni. O quasi. «A dire il vero l'intervento è stato meno oneroso. Con i soldi avanzati, però, ci siamo occupati della Pallata».
Brescia. Monumenti coperti scatta l'inchiesta
L'assessore ai Lavori pubblici di Milano, Mario Labolani, ha fermato i lavori di restauro dei monumenti di Arnaldo e Zanardelli, affidati alla concessionaria di pubblicità milanese Studio Advertising, senza alcun bando. Il Comune non deve pagare nulla, ma i lavori sono stati iniziati e si sono protratti per più di un anno. La Soprintendenza ha richiesto modifiche al progetto e il costo è stato di 160 mila euro, ma la concessionaria ha dichiarato che il costo è stato di 44 mila euro. Labolani ha anche fermato i lavori per le rotonde, che erano stati affidati a sponsor.
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