Ad accorgersi che c'era qualcosa di strano è stato un collaboratore del parroco nel giro che, di tanto in tanto, compie nelle cappelle (sei, ndr) della monumentale basilica di San Lorenzo, in corso di porta Ticinese, a due passi da uno dei luoghi più «in» della movida milanese. Guardando bene la teca che contiene il corpo di Santa Natalia, l'uomo ha notato che la maschera in argento che copre il volto della santa aveva una posizione strana: più esattamente era più bassa di quanto lo fosse di solito. Il collaboratore del parroco si è chinato, ha guardato da più posizioni e si è accorto di un fatto tanto incredibile quanto impensabile: qualcuno si era impadronito del cranio di Santa Natalia riposizionando la maschera per far si che nessuno si potesse accorgere del furto. La notizia è stata comunicata immediatamente al parroco della chiesa, don Augusto Casolo, 73 anni, il quale ha redatto la denuncia e l'ha portata di persona al commissariato Centro della Polizia di Stato. Un furto clamoroso che ricorda, alla lontana, quella del mento di Sant'Antonio rubato nel 1991 a Padova dalla banda di Felice Maniero e poi recuperato dai carabinieri dell'allora colonnello Roberto Conforti, comandante del Nucleo tutela patrimonio artistico. Scattato l'allarme si è messo in moto la macchina investigativa della polizia. Nella chiesa, che risale al 1167 e che è stata modificata nei secoli, sono giunti gli specialisti della «scientifica» che hanno effettuato i rilievi. Nessun segno di effrazione della teca, che però è stata banalmente aperta svitando i bulloni che la tengono assieme. Il ladro, o i ladri, hanno lavorato con tutta la calma possibile: nella cappella di Sant'Ippolito, che è posizionata alle spalle dell'altare, non c'è nessun tipo di allarme e nella basilica non ci sono telecamere. «Santa Natalia - spiega Andrea Valentino che dirige il commissariato Centro ed è stato incaricato delle indagini - è molto venerata all'estero, specie nei Paesi dell'Est Europa. Non mi stupirei se il volto venisse portato in uno sperduto paesino della Moldavia o della Romania. Non penso che qualcuno l'abbia rubato per tenerlo in casa». La cappella di Sant'Ippolito è aperta al pubblico ma la visita a Santa Natalia viene fatta solo su richiesta, quando gruppi di pellegrini lo richiedono espressamente. Proprio per questa ragione (e per la mancanza di controlli, come ha ammesso lo stesso parroco) è assai difficile dire se il furto è dell'altro giorno o se è avvenuto 6 mesi fa. Le immagini delle telecamere attorno alla basilica diranno se i ladri (ma solo per i precedenti 7 giorni) sono stati ripresi.