Il Comune passa al contrattacco e spedisce a tutti gli enti pubblici interessati una valanga di relazioni tecniche in cui si spiega perché si respinge il progetto dell'eolico. Nella battaglia contro il parco eoico ai piedi di monte Sirai e a Flumentepido, il Comune passa dalle parole ai fatti: ieri l'esecutivo ha spedito a una valanga di enti pubblici un primo pacchetto di osservazioni tecniche a sfavore del programma che si prefigge di portare avanti la società Gaja. CONTRARI. La srl pochi giorni fa ha presentato assieme al Savi (gli esperti dell'assessorato regionale all'Ambiente) il progetto che da diversi mesi sta facendo discutere perché andrebbe peraltro ad aggiungersi ad altri programmi eolici che, sulla carta, rischierebbero di trasformare l'intera zona ad ovest di monte Sirai, da Matzaccara ai confini con Nuraxi Figus, in una distesa di aerogeneratori senza soluzione di continuità. Così, ieri, il Comune è passato al contrattacco inviando una serie di relazioni tecniche, fra cui quella molto attesa di carattere archeologico al ministero dei Beni culturali artefice del premio del paesaggio (assegnato proprio a Carbonia due anni fa), alla Direzione nazionale per il Paesaggio, alla Soprintendenza ai beni archeologici di Cagliari e Oristano, alla Presidenza della Regione, agli assessorati regionali all'Industria e all'Ambiente, al Servizio tutela del paesaggio, alla Provincia. «Non siamo certo contro le energie rinnovabili ma riteniamo afferma il sindaco Giuseppe Casti - che questo progetto sia totalmente da respingere: per quanto abbiamo fatto per la salvaguardia della cultura del paesaggio non permetteremo che parti pregiate del territorio si trasformino in una sterminata distesa di pali eoliche». La relazione scientifica mette l'accento sui rischi per il comprensorio dell'area archeologica di Monte Sirai. E si fa cenno anche agli insediamenti sorti attorno al pianoro di Terra Niedda (dove dovrebbero sorgere alcune pale eoliche) e quelli a cavallo del corso del rio Flumentepido nei pressi del quale verrebbero installati altri aerogeneratori. Inoltre, gli stessi funzionari del Mibac avevano auspicato che venissero spostate alcune torri eoliche, quelle già installate dall'Enel al confine fra Portoscuso e Carbonia. La relazione scientifica arriva a una conclusione netta: «Parco eolico e parco archeo - scrive il direttore scientifico, l'archeologa Carla Ferra - sono entità inconciliabili». LA POLEMICA. Intanto anche il gruppo "A Manca pro s'Indipendentzia" si schiera contro il parco: «Ricordiamo che l'area archeologica di Monte Sirai è un patrimonio storico e culturale inestimabile - si legge in una nota - che non deriva soltanto dagli insediamenti fenici e punici ma che ha radici ben più profonde e remote, come testimonia la presenza delle "domus de janas", nel neolitico e, più avanti, nel nuragico. Tutta la comunità deve opporsi a questo ennesimo furto e a collaborare con la sinistra indipendentista ad un piano di sviluppo integrato e diversificato per il Sulcis basato su agricoltura, turismo, cultura e manifattura eco-compatibile».
CARBONIA Eolico, inizia la battaglia
Il Comune di Carbonia ha spedito una valanga di relazioni tecniche a tutti gli enti pubblici interessati per respingere il progetto di costruzione di un parco eolico ai piedi di Monte Sirai e a Flumentepido. Il progetto, presentato dalla società Gaja, sarebbe stato aggiunto ad altri programmi eolici nella zona, trasformando l'area in una distesa di aerogeneratori. Il sindaco Giuseppe Casti ha affermato che il progetto è da respingere per la salvaguardia della cultura del paesaggio e per i rischi per l'area archeologica di Monte Sirai.
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