Pochi edifici riescono ad offrire un viaggio nella storia. La Casa dei Cavalieri di Rodi, incastonata nei Fori Imperiali, è, per questo, un esempio raro. Un «unicum», per dirla con gli archeologi, «palinsesto» di secoli d'arte, dai fasti imperiali al trionfo del Rinascimento. Per il monumento, caratteristico nello skyline antico per la sua imponente Loggia affrescata che guizza tra il Foro di Traiano e quello di Augusto, si prospetta un nuovo progetto di valorizzazione. RESTI E DOCUMENTI Un nuovo museo della Casa dei Cavalieri di Rodi, che dal 1946 ospita il Sovrano ordine militare dei Cavalieri di Malta, che ne racconti la «vita», tra reperti archeologici frutto degli scavi, documenti storici riemersi inaspettatamente dagli archivi, testimonianze delle sue fasi di trasformazioni moderne. Un futuro di nuova valorizzazione (oggi il monumento è chiuso, visitabile solo su prenotazione) che sarà presentato oggi nel convegno «La Casa dei Cavalieri di Rodi. Strati grafia storica di un monumento», organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali insieme all'Istituto archeologico Germanico e all'Istituto storico Austriaco, in sinergia con l'Ordine di Malta. «La giornata di studi serve a fare il punto su un monumento di grande interesse scientifico che è stato al centro di recenti studi e ricerche archeologiche oltre che di nuove analisi stratigrafiche delle fasi successive all'epoca romana», racconta Richard Neudecker dell'Istituto Germanico, curatore del convegno insieme a Lucrezia Ungaro e Letizia Abbondanza. «Ma l'obiettivo è anche di lanciare una nuova prospettiva di gestione per una diversa apertura al pubblico come Museo di se stesso -sottolinea Neudecker- Recuperare gli spazi per raccogliere i reperti archeologici ma anche illustrare la storia dell'edificio dal Medioevo al Rinascimento, fino ad un approfondimento sull'Ordine di Malta a Roma». INDAGINI HI-TECH I progetti di allestimento del museo già esistono: «Sono stati elaborati proprio nell'ambito del master realizzato dalla Facoltà di Architettura dell'università La Sapienza in collaborazione con la Sovrintendenza», avverte Neudecker. E sempre con l'università sono state messe in campo per il monumento una serie di indagini hi-tech: «Attraverso il rilievo con il laser scanner è stata condotta una ricognizione su tutto l'edificio rilevando una innovativa mappatura delle strutture antiche», dice Neudecker. Letture e indagini che hanno restituito il complesso contesto topografico, urbanistico, artistico della Casa. Le parti più antiche dell'edificio, ossia un atrio porticato, sono ricollegate all'abitazione privata del console Sesto Pompeo (12 d.C.), cui sarà addossato il porticato del Foro di Augusto. «Un edificio oggi inglobato dalla cappella dei Cavalieri di Malta dedicata a S. Giovanni Battista» dice Neudecker. La fase successiva è databile all'età di Domiziano (I sec. d.C.), e coinvolge una porzione di monumento denominata «Terrazza Domizianea» ma interpretato oggi come un monumentale Ninfea (studiato da Roberto Meneghini) alimentato dai condotti idraulici dell'Acqua Marcia (Elisabetta Bianchi). Un vasto ambiente pubblico che doveva rientrare in un progetto urbanistico di Domiziano. La storia, poi, è scandita tra l'insediamento medievale del convento di S. Basilio e i restauri del cardinal Barbo nel'400.
ROMA Casa dei Cavalieri di Rodi, il museo è realtà
La Casa dei Cavalieri di Rodi, un edificio storico situato nei Fori Imperiali, sta per subire una nuova valorizzazione. Il monumento, che ospita il Sovrano ordine militare dei Cavalieri di Malta, sarà trasformato in un museo che racconterà la sua storia attraverso reperti archeologici, documenti storici e testimonianze delle sue fasi di trasformazioni moderne. Il progetto è stato presentato oggi in un convegno organizzato dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali e da enti storici e archeologici. L'obiettivo è anche di lanciare una nuova prospettiva di gestione per una diversa apertura al pubblico e di recuperare gli spazi per raccogliere i reperti archeologici.
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