Terremoti, moto ondoso, perfino eventi atmosferici fanno traballare il ponte di Rialto. Movimenti piccoli, quasi impercettibili, al punto che per misurarne l'esistenza sono necessari prismi ottici, occhi elettronici che fanno del monumento sul Canal Grande un sorvegliato speciale d'eccellenza. Del resto con il Ponte di Rialto non si deve scherzare, e sicuramente non vuole farlo il Comune di Venezia carico dell'esperienza del ponte della Costituzione, (ponte di Calatrava). Anche lui in perenne movimento. Ecco perché, domani sera, il Canal Grande sarà chiuso al traffico acqueo da mezzanotte e 40 alle 4.30, per consentire l'installazione dei prismi ottici nei punti sensibili del ponte, che permetteranno, ogni mese per un anno, di misurare e monitorare tutti gli spostamenti, anche minimi. Perché di "movimenti" a sorpresa il Comune non vuole più sentir parlare, basti pensare che per i presunti errori nella realizzazione del ponte di Calatrava (che avrebbero provocato un danno di oltre 4 milioni di euro all'amministrazione) la Corte dei Conti ha citato a giudizio 5 persone, tra cui lo stesso architetto spagnolo. Ecco perché sono necessarie, anzi fondamentali, le indagini geotecniche propedeutiche prima del "restyling" targato Diesel che avverranno in questo modo: i prismi ottici installati sul ponte, ("hotspot"), sono dei punti di mira calibrati su un altro punto "cardinale", e una volta stabilita la distanza tra i primi e il secondo sarà possibile controllare ogni mese, eventuali spostamenti. "Colpevoli" di possibili cambiamenti, anche minuscoli, sono pure le scosse sismiche, dicono i tecnici. "Le indagini - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune Alessandro Maggioni - sono necessarie alla conoscenza della struttura del Ponte di Rialto e indispensabili all'approfondimento dello stesso progetto di restauro. Siamo certi che non ci sarà alcun tipo di problema ma non vogliamo farci cogliere impreparati di fronte a nulla". E parlando di ponti che necessitano di manutenzione non si può dimenticare quello dell'Accademia, l'unico in legno e soggetto negli ultimi anni a numerosi piccoli incendi a causa delle sigarette lasciate cadere dai turisti. Anche per lui è partito qualche giorno fa il progetto preliminare per il restauro e l'amministrazione comunale ritiene urgente avviare la progettazione esecutiva, da due milioni di euro, da finanziare con i fondi di legge speciale. Un bel passo in avanti dopo anni di discussione sulla possibile realizzazione ex nova del ponte, senza però scartare l'ipotesi di una sponsorizzazione privata per l'opera.