DIECI anni di carcere, per aver fatto sparire quattromila testi compresi quelli regalati al senatore Pld Marcello Dell'Utri. Richiesta pesante, quella dell'accusa, per l'ex direttore della biblioteca dei Girolamini Marino Massimo De Caro, arrestato per peculato lo scorso 24 maggio e tuttora dietro le sbarre. Ieri la requisitoria del pm Antonella Serio al processo con rito abbreviato davanti al gup Egle Pilla. Sei le condanne chieste per il saccheggio della biblioteca dei Girolamini, la più alta proprio per l'ex direttore De Caro. L'accusa ha invece chiesto sei anni e sei mesi per la sua factotum Viktoriya Pavlovskiy; sette anni per Alejandro Cabello; quattro anni per Paola Lorena Weigandt; sei anni per Mirko Camuri e quattro anni per Federico Roncoletti, tutti ritenuti complici di De Caro e accusati di peculato in concorso con lui. I sei, con ruoli diversi, avrebbero portato via nottetempo, nascosto e rivenduto i libri, solo una piccola parte dei quali è stata ritrovata. Un caso scoperto dopo la denuncia del professor Tomaso Montanari, docente alla Federico II, con le indagini che hanno ricevuto un contributo fondamentale da due bibliotecari dipendenti della struttura. Prove inequivocabili del saccheggio nei filmati delle telecamere a circuito chiuso, che spinse il procuratore aggiunto Giovanni Melillo a definire De Caro uno «spregiudicato trafficante antiquario incredibilmente assurto ai vertici Dell'amministrazione statale dei Beni culturali ». A lui l'accusa aveva subito attribuito «obiettivi di massima spoliazione, sistematico danneggiamento e feroce sfruttamento speculativo di uno dei più originali e importanti luoghi di sedimentazione del patrimonio librario e storico-artistico della Repubblica ». De Caro era stato accusato in un primo momento anche di associazione per delinquere, ma il tribunale del Riesame aveva bocciato quell'accusa. Così De Caro era rimasto in cella per il solo peculato, ma una nuova ordinanza con l'ipotesi di associazione a delinquere gli era stata notificata in un secondo momento. In quel caso gli indagati sono quattordici, mentre è stata stralciata la posizione del senatore Pld Dell'Utri che avrebbe ricevuto alcuni libri in regalo da De Caro e le indagini sono ancora in corso. In questi mesi, inoltre, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico hanno individuato trentanove testi che Marino Massimo De Caro avrebbe fatto consegnare a una biblioteca di Milano da una persona di sua fiducia. Per ora sarebbero 2.200 i volumi ritenuti dagli inquirenti riconducibili alla biblioteca dei Girolamini e da questa sottratti allo scopo di essere rivenduti anche all'estero. È dunque in via di conclusione il solo processo con rito abbreviato per peculato, ma a stretto giro arriveranno gli sviluppi per la ben più pesante accusa di associazione a delinquere. Dopo le richieste pesanti dell'accusa di ieri, la prossima udienza è stata fissata per l'11 marzo.