La linea tratteggiata indica dove dovrebbe passare la linea «Seppure consideriamo positivamente la firma del contratto istituzionale di sviluppo per la realizzazione della direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo, ribadiamo che il progetto del nodo Catania, in cui rientra il raddoppio della linea Zurria-Aquicella non può che essere quello alternativo da noi proposto. Se Rfi dovesse, invece, insistere sul progetto originario, con lo sventramento di gran parte del centro storico, ci opporremo, con tutta la città, per evitare che si consumi lo scempio di Catania». Lo ha detto il sindaco Raffaele Stancanelli dopo avere appreso dell'intesa per lo sviluppo delle rete ferroviaria siciliana con l'appostamento dei relativi stanziamenti. Oggi alle ore 10,30, in piazza Federico di Svevia, a Castello Ursino, il sindaco Stancanelli, assieme ai rappresentanti del forum per la difesa del centro storico, incontrerà i giornalisti per ribadire che verrà continuata con le associazioni cittadine, la Soprintendenza e l'Università, ogni azione contro il progetto Rfi mediante una vigilanza congiunta per «fermare un progetto che violenterebbe la memoria storica e architettonica della città». La vicenda si trascina da diversi anni, sin da quando la precedente Amministrazione, retta dal sindaco Umberto Scapagnini, firmò con Rfi il piano per la realizzazione del raddoppio ferroviario, che prevede l'abbattimento di numerosi edifici antichi che si trovano a pochi passi dal Castello Ursino, in una zona di pregio artistico e architettonico. Il sindaco Stancanelli si è sempre opposto a quel progetto, presentando un piano alternativo che però fino a questo momento non è stato preso in considerazione». 01032013