Brescia, via XX settembre. Poco prima della débacle elettorale e dello scandalo del finto master a Chicago, sul monumento di Zanardelli, impacchettato per il restauro, era stampata la silouette di Oscar Giannino. Giacca rossa, cravatta in nuances, il simbolo del partito, Fare per fermare il declino. Accanto, in piccolo, un numero di cellulare. E una scritta: concessionaria pubblicitaria Studio Advertising, Milano. La stessa che lo scorso luglio aveva annunciato il restauro delle statue di Arnaldo da Brescia e, appunto, di Giuseppe Zanardelli. Un'operazione a costo zero per il Comune, pagata dagli sponsor. I monumenti come nuovi grazie alla pubblicità rastrellata dai milanesi e issata sui monumenti per pagarne la remise en forme. Ogni parete, dunque, costa un tot e consente alla concessionaria di recuperare i soldi del restauro. Guadagnandoci pure, ovvio. Quanto? Quando sono stati annunciati i lavori, lo scorso luglio, ai giornali avevano sbandierato «un investimento da 160 mila euro» con i cantieri che sarebbero partiti da settembre fino a marzo. Al numero di cellulare esposto accanto a Zanardelli risponde il signor Emanuele Piziali. Quanto costa una parete? Per via XX settembre non si sa. «Occupata fino al 30 aprile (i lavori si sono protratti di un mese, ndr). Non è più disponibile». In piazza Arnaldo, dipende: quella che si affaccia su viale Venezia e svetta per 7,8 metri d'altezza costa 10 mila euro al mese. Le altre, meno vistose, 7.500. In tutto, 25 mila euro al mese. Per prenotarle meglio spicciarsi. Davvero ci vogliono 160 mila euro per far tornare in auge l'eroe dei giansenisti lombardi e l'indimenticato ministro? «Non credo» dice il soprintendente ai Beni architettonici Marco Fasser. «Per quei restauri, considerate le criticità, ci vogliono 2 mesi e mezzo, esagerando, e non più di 40 mila euro». Però i lavori sono iniziati a settembre e dureranno almeno fino al 30 aprile. Otto mesi. Moltiplicati per 25 mila euro, il costo della pubblicità su Arnaldo, fanno 200 mila euro. «D'inverno, con la neve, il gelo e tutto il resto, il restauro dev'essere interrotto. Oltretutto non è iniziato a settembre ma più tardi: la Soprintendenza prima ha preteso di cambiare il restauratore, poi posto dei correttivi al progetto, infine svolto indagini diagnostiche». Piziali aveva indicato come restauratore Gianfranco Mingardi. La Soprintendenza ha detto no ed è subentrata Elisa Pedretti di Stema, Poncarale. Che mette nero su bianco: «Il restauro di entrambe le statue costa 40 mila euro, più 4 mila per le spese diagnostiche. Abbiamo iniziato a metà novembre con la pulitura lapidea, ci siamo fermati prima di Natale, riprenderemo con temperature più miti. Diciamo 5 gradi e niente pioggia». 44 mila euro in tutto. 160 mila, invece, l'investimento dichiarato da Studio Advertising. Strano. Fasser lancia il dubbio: «Non sono sicuro ci sia stato un appalto per affidare il progetto alla concessionaria». «Nessun appalto. Si sono proposti loro» taglia corto il direttore generale della Loggia Alessandro Triboldi. Regolare? Codice dei contratti pubblici, articolo 26: «Ai contratti di sponsorizzazione () aventi ad oggetto gli interventi di restauro e manutenzione delle superfici di beni architettonici () si applicano i principi del Trattato per la scelta dello sponsor». Non discriminazione, parità di trattamento, economicità, efficacia, proporzionalità e trasparenza a garanzia della concorrenza del mercato. Tutti criteri applicati in questo caso?