Alessandro Biancalana, presidente dell'Opera: «All'ex canile la "casa dello sport". E poi completiamo l'illuminazione» LUCCA Il 2013 non è un anno qualunque per le Mura. Un po' perché - come raccontiamo nella pagina a fianco - si festeggiano i 500 anni di questo monumento unico. E un po' perché, finalmente, cominceranno importanti lavori di restauro attesi da anni. Quali? Lo spiega Alessandro Biancalana, presidente dell'Opera delle Mura: «Grazie ai nove milioni e mezzo a disposizione, dei quali sette arrivano dalla Fondazione Cassa di Risparmio e due e mezzo dalla Regione Toscana metteremo in cantiere molti interventi. Tra i più importanti ci sono quelli alla Casa del Boia, all'ex canile e per la pista ciclabile esterna». Andiamo con ordine, partendo dalla Casa del Boia: negli anni ci sono state tante proposte sul cosa farne, dal museo archeologico al centro di accoglienza turistica. Quale sarà il suo futuro? «Cominciamo con il dire che il recupero della struttura sarà integrale: quindi sia la parte superiore che quella inferiore. Credo che comunque, prima di cominciare a lavorarci, bisognerà avere un'idea dell'utilizzo: una possibilità può essere quella di uno spazio per i giovani. Anche da questo, infatti, dipende la stesura del progetto esecutivo che, al momento, ancora non c'è». Proprio di fronte alla Casa del Boia c'è l'ex canile. Quali interventi farete su questa struttura? E a che cosa sarà dedicata? «In questo caso non servono grandi lavori. Ci sarà da risistemare il tetto, che è stato rifatto qualche anno fa. La nostra intenzione sarebbe di farne una sorta di "casa dello sport", da far gestire, a turno, a varie associazioni. All'interno potrebbero trovare posto, oltre a uno spogliatoio, anche uno spazio per incontri sempre in tema sportivo». Parlava anche della pista ciclabile... «Sì, e credo che sia un punto veramente molto importante. Bisogna assolutamente completare l'anello estendendo il tratto già esistente che è stato realizzato ormai molti anni fa. Tra l'altro, credo che sarebbe una struttura molto utile anche per i turisti che arrivano alla stazione con le biciclette. E poi c'è il sogno di unirla in un unico percorso con l'acquedotto del Nottolini e soprattutto con il parco fluviale: in quest'ultimo caso, peraltro, una parte del percorso esiste già». A proposito di completamenti, avete pensato anche all'illuminazione esterna? «Fra gli interventi è compreso anche questo: in realtà il progetto originario (elaborato da Roland Jeol e presentato pubblicamente il 22 dicembre del 2001, ndr) già prevedeva il completamento della cerchia, che però non venne realizzato per problemi economici». Quando pensate di partire con questi lavori? «Diciamo che ci piacerebbe avere almeno due cantieri aperti all'inizio dei festeggiamenti per il 500esimo anniversario, quindi a inizio ottobre». Questi sono gli interventi più importanti. E per quanto riguarda la manutenzione "ordinaria"? «Cominciamo con il dire che le Mura sono un monumento di grande delicatezza, anche se spesso noi lucchesi tendiamo a dimenticarlo. La manutenzione delle Mura è un impegno importante, anche economico: basti pensare che solo la cura dei 50 ettari di verde costa circa 300mila euro l'anno. Detto questo ci sono criticità che dobbiamo affrontare e monitorare, soprattutto nella zona nord che ha più problemi. Penso, ad esempio, alla cura del paramento esterno e interno. Nel primo caso si tratta di un intervento complesso e costoso: ora stiamo cercando di utilizzare solventi e detergenti non chimici che ci permettano un'operazione non troppo onerosa. Per quanto riguarda il paramento interno, invece, a breve cominceremo con un progetto che riteniamo interessante. A partire da una cortina, in via sperimentale, alcuni ragazzi dell'Anfass controlleranno lo stato dei mattoni e, dove fosse necessario sostituirli, lo faranno con nuovi mattoni ottenuti con un impasto simile a quello usato nel Cinquecento». Veniamo a un punto sempre dolente: com'è lo stato di salute degli alberi? (A questo punto prima Biancalana sorride chiedendo "Una domanda di riserva", poi torna serio)«La salute degli alberi sulle Mura non è buona, molti di loro sono malati. Ma la situazione veramente preoccupante, per quanto riguarda il "cancro colorato" dei platani, è nel parcheggio di fronte al Cimitero, che viene considerato all'interno del "sistema" delle Mura: qui c'è un vero e proprio focolaio e, in accordo con la Regione, provvederemo a un primo intervento di abbattimento. C'è poi anche un'altra questione, che per i lucchesi potrebbe essere un po' "scioccante"...». Quale? «Ci sono dei problemi ai tigli lungo la circonvallazione. Alcuni di loro hanno una malattia che li "mangia" dall'interno, mettendoli anche a rischio crollo. Stiamo effettuando un monitoraggio delle piante e poi decideremo insieme alla Regione dove intervenire. Il punto è che se dovremo tagliare gli alberi dove sono in "doppia fila" poi non potremo più ripiantarli così perché è proibito da una norma europea poi recepita dalla Regione». Da voi dipende anche la gestione e la cura dell'Orto Botanico: un vero e proprio gioiello che per anni è rimasto nascosto agli occhi di lucchesi e turisti. Avete qualche progetto particolare? «Innanzitutto abbiamo completato il percorso per non vedenti, che sarà inaugurato il sabato dopo il primo giorno di primavera, quando è fissata, con una grande festa, la riapertura dell'Orto Botanico. Di cose da fare, poi, ce ne sarebbero tantissime: penso, ad esempio, al completamento del recupero degli erbari. Ma si tratta di interventi che si scontrano con un problema comune, al giorno d'oggi: la carenza di fondi».