Apre oggi in fiera il salone di design e serramenti, con gli avveniristici campanili del dopo sisma. Dedicato a Dalla CI SONO i campanili visionari immaginati da grandi architetti e creativi come Krizia, Karim Rashid o Marco Lodola per far rinascere le chiese colpite dal terremoto. Ma anche un'installazione di Lucio Dalla, le otto porte ispirate dal giornalista Beppe Severgnini, la lezione dell'archistar Daniel Libeskind o le firme cromatiche di cento tra grandi architetti, creativi, fotografi e designer come Elio Fiorucci, Massimo Iosa Ghini, Mario Botta e Maurizio Galimberti. E poi al loro fianco finestre, portoni, tende, infissi e zanzariere. Inizia oggi nei padiglioni della fiera di Bologna la prima edizione di Saie3, il salone internazionale dei serramenti e delle finiture d'interni ed esterni che fino a sabato porta in fiera il suo mix di manifestazione specialistica per tecnici e professionisti del settore ed eventi culturali. Ma inizia con amarezza, perché è saltata tutta la parte off della fiera che doveva rinnovare il centro della città, in particolare via Orefici, per fare di Bologna la "capitale dell'outdoor". Qui già da martedì e fino al 10 marzo dovevano essere installati quattro dehors realizzati secondo le nuove norme volute dal Comune più altri elementi di arredo come le panchine per ricaricare i veicoli elettrici e le pensiline fotovoltaiche. Tutto saltato perché la soprintendenza non ha risposto alle richieste inviate dall'organizzazione. «Una follia, abbiamo i camion carichi e i tecnici pronti ad abbellire la strada. Hanno detto che hanno 180 giorni, ma l'evento doveva iniziare il 26», attacca Claudio Sabatini, l'organizzatore, che ringrazia invece il Comune «per la fattiva collaborazione». Peccato, perché intanto nei padiglioni Saie3 festeggia 50mila visitatori già accreditati sul sito Internet della manifestazione (l'ingresso è gratuito), di cui il 20 stranieri, 276 aziende espositrici e 35mila metri quadri di esposizione per un costo complessivo di 1,5 milioni di euro. «Il Made ne costa 17. Ci eravamo dati come soglia ottima 12mila visitatori, siamo quattro volte tanto», gongola Sabatini, mentre il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli insiste «su questo modo nuovo di fare fiere, facendo dialogare produzione e cultura ». Da qui le tante mostre e incontri in programma. A partire da "8 porte sul futuro", l'esposizione ispirata dall'omonimo libro di Beppe Severgnini che espone installazioni tra gli altri di Daniel Libeskind (che oggi tiene una lectio magistralis alle 11), Marco Lodola, Andrea Branzi, Karim Rashid, Giulio Cappellini e anche Lucio Dalla, con l'interpretazione de "L'ultima cena" di Leonardo Da Vinci ideata nel 2001. Tutta votata ai cromatismi invece la mostra "Firme colori" curata da Laura Villani, che ha chiesto a cento artisti e creativi di scegliere tre colori e di apporre la propria firma creando una collezione di 'codici a barre' cromatici che rappresentano le personalità di nomi illustri come Krizia, Fiorucci, Lodola, Branzi o Rashid. "Up in the sky" è invece dedicata al terremoto e in particolare ai campanili delle chiese danneggiati che vengono ripensati in modo colorato e visionario da grandi creativi. Ma Saie3 è anche un momento di riflessione sull'arredo urbano con l'incontro "Le città parlanti", in programma domani, cui doveva partecipare anche la soprintendenza. Ma anche la sua presenza è saltata, così come l'iniziativa in centro.
BOLOGNA Al via il Saie3 degli archistar ma saltano i dehors del futuro
Oggi apre il salone di design e serramenti Saie3 a Bologna. L'evento è dedicato ai campanili visionari immaginati da grandi architetti e creativi per far rinascere le chiese colpite dal terremoto. La manifestazione è anche un momento di riflessione sull'arredo urbano con l'incontro "Le città parlanti". Tuttavia, la soprintendenza non ha risposto alle richieste inviate dall'organizzazione, causando la cancellazione di alcune iniziative. L'evento ha già attirato 50mila visitatori accreditati sul sito Internet della manifestazione.
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